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Tonno e cipolla. Non c’è nessun espediente letterario dietro al titolo che leggi qui sopra. Questo prezioso contributo parlerà nient’altro che di tonno e di cipolla. O meglio: della loro unione.

Dunque se non sei un fervido amante delle migliori tradizioni culinarie, ti chiedo la cortesia di passare oltre.

Altrimenti rispondi a questa semplice domanda: secondo te è nato prima il tonno o la cipolla?

Detta così, sembra quasi una domanda sciocca, no? Quasi irriverente, perché no? Eppure forse, ma molto forse, è più profonda di quanto si creda.

Come possono due elementi, appartenenti a due regni naturali così tanto diversi, quasi opposti, come l’Oceano e Mamma Terra, produrre un’accoppiata tanto perfetta, che in compenso Vialli e Mancini e Cochi e Renato erano dei pivelli alle prime armi?

Come seconda cosa vorrei chiederti se secondo te, volendo (ma poi, perché volerlo?) scindere il tonno dalla cipolla, quale dei due elementi potrebbe proseguire anche la carriera da solista e quale invece perderebbe di più, dall’assenza dell’altro.

Per me solo la cipolla potrebbe continuare un’esistenza autonoma, sebbene fortemente compromessa.

Mi spiego meglio. Il tonno senza cipolla ha perso qualsiasi pretesa di serietà, mentre la cipolla, sia pure compromessa, senza tonno mantiene comunque una sua (pretenziosa?) autonomia.

[È ovvio (confermarlo mi pareva offensivo nei confronti della tua intelligenza) che sto parlando del tonno all’olio di oliva, non di tutte le altre stranger things e porcherie analoghe pseudo salutiste-vegane-km0, che diomio non farmi parlare]

Per altro IL TONNO E LA CIPOLLA costituiscono anche una réclame se vogliamo edificante per il popolo bue.

Vanno bene almeno per questi 2 motivi nazionalpopolari:

  • Sono straordinariamente buoni
    Nessuno lo sa spiegare, ma quando la tonnosità del tonno incontra la cipollosità della cipolla, si sprigiona un’accelerazione sensoriale che non incontra limiti di velocità, nell’autostrada del gusto
  • Sono meravigliosi esponenti dell’arte povera
    Dimostrando che non servono necessariamente stipendi a 4 zeri per mangiare le migliori cose del Globo Terracqueo, inneggiando all’arte povera e con questa a tutti i poveri con le pezze al culo che mantengono al sicuro i culi dei ricchi, impomatati con la Pasta di Fissan

Per cui niente, la vita rimane comunque una cosa grama, non è che voglia ergermi a paladino vitale, ci mancherebbe. Però se ogni tanto con quei quattro denari che ti ritrovi in saccoccia ti compri del tonno da discount, rigorosamente in olio di oliva, e lo accompagni A CASO a della cipolla tritata, beh, amico mio.

Beh.

E non aggiungo altro, valà.

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