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Oh, non lo so com’è! Non è che uno possa sapere tutto. Cioè, ero lì che vivevo e bona. Poi mi è venuto in mente, tipo, che avrei dovuto spiegare cosa sia la vita – cosa sia questa faccenda – ad un alieno.

Cioè, mettiti lì che c’è un alieno, tipo, e ti fa ma alla fin fine, sta roba della vita, che cos’è? E hai voglia te a parlare delle zucchine o dei cachi o delle patatine fritte, cosa vuoi che ne sappia lui, che magari vive di protoni o azoto o salcazzo di cosa vivano gli alieni.

Allora tocca che gli motivi il perché tutti sti umani siano riusciti almeno finora a restare vivi, con parole che tutto sommato possa comprendere.

E siccome gli alieni sono indaffaratissimi nei loro problemi spaziali, non hanno tutto sto tempo di ascoltare le tue mozze. E dunque sto alieno, nella fattispecie, ti chiede di spiegargli la vita alla buona. Di farla facile.

Tipo “in 3 parole”.

Dici presto te 3 parole. Ma 3 parole per una vita? È un po’ dura, altro che microcopy.

Allora niente, ho pensato a ste 3 parole per far capire cosa sia la vita ad un alieno, tipo.

E un po’ perché è alieno e dunque mi serve una lingua internazionale; un po’ perché l’inglese asciuga; mi sono venute 3 parole, appunto, in inglese.

Forse si poteva addirittura fare con 2, ma poi c’ho pensato e mi sono reso conto che avrei espresso tutt’altro concetto, per altro assolutamente sbagliato, secondo me. Chissà che cosa avrebbe capito l’alieno, a quel punto.

Infatti la vita, che per me alla carlona si può riassumere nel concetto italiano di “opportunità”, mi avrebbe lì per lì suggerito la frase inglese “You can”. Ma non è proprio vero per un cazzo, che you can, in generale.

Allora l’ho un attimino rivista e sono giunto per fortuna alle tre famose parole di cui sopra, la richiesta alienante.

E queste 3 parole sono, per l’appunto, “You Can Try”, d’ora in avanti espressa con YCT.

Esatto: non è vero che puoi, insindacabilmente, ma quantomeno puoi provare, puoi tentare.

E credo che in questa sfumatura passi tutta la differenza del mondo, perlomeno quello terrestre. Dire ad uno che può, significa ingannarlo, lusingarlo, illuderlo e fondamentalmente mentirgli. Non può proprio per un cazzo.

Ma può provare, ed è qui che la vita diventa una miracolosa, o addirittura meravigliosa, opportunità.

La vita è una chance, che se non avessi vissuto, non avresti avuto.

Poi vedi te.

Non è che alla fine vengano lì a darti i punti. Non è che Stefano è bravo e tu sei un coglione. Semplicemente nei limiti della nostra libertà – continente più, continente meno – abbiamo la facoltà di provare alcune cose, se vogliamo.

Certe cose, molte, sono costrizioni, molte altre sono necessità. Ma alcune, per fortuna, restano ancora scelte.

E sono queste scelte che io vorrei comunicare all’alieno, per aiutarlo a capirci appena appena meglio.

YCT, codice d’avviamento spaziale.

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