Tag

, , , ,

Inequivocabili segnali ci stanno dicendo che il mondo sta cambiando per mai più tornare com’è. Il surriscaldamento, le guerre di religione, ma soprattutto il marketing.

Quando anche le mamme iniziano a darci di call to action, forse la situazione sta sfuggendo di mano.

Ai miei tempi ogni mamma del mondo si metteva sulla porta con i pugni sui fianchi alla Mussolini e si limitava ad urlare “BAMBINI, BASTA GIOCARE! È PRONTO DA MANGIARE”.

Stasera, vi giuro, l’ho sentita io, ha detto “BAMBINI, VENITE A VEDERE COSA VI HO PREPARATO DA MANGIARE!”.

Dai cazzo. Ha vinto tutto.

Prima il bambino veniva chiamato ad interrompere un’attività ludica, cosa già difficilissima da interrompere, per andare a fare qualcosa sotto costrizione imperativa (basta giocare, è pronto da mangiare), adesso invece al bambino viene dato il ruolo di (apparente) protagonista, che (apparentemente) può scegliere se continuare a giocare o meno, con la proposta di andare a vedere (scoprire) che cosa sia stato preparato da mangiare.

Da un bambino vessato e contrito, che subisce l’azione, solo con un lieve cambio di accento diventa apparentemente un bambino-eroe, decisore finale della propria vita e scopritore di chissà quali prelibatezze culinarie, nascoste appena aldilà della porta e del grembiule di mammà.

Una vera Call to Action: se non è una chiamata all’azione questa, cosa mai lo sarà?

E niente, cambiano i tempi, le geografie, le previsioni metereologiche ma le mamme se le inventano tutte per essere sempre le migliori. Anche fini conoscitrici di avanzate tecniche di marketing.

Annunci