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Oh, amici, va bene che bisogna stare al passo, che la formazione non finisce mai, che la scuola dura tutta la vita e tutte quelle belle cosine lì.

Però è anche vero che se non riusciamo a delimitare un minimo quello che serve sapere da quello che non serve sapere (volevo essere più cattivo e scrivere che serve non sapere, ma ho tralasciato) non ce la possiamo proprio fare.

Eh no, pensateci bene, non ce la potremo proprio più fare.

Non ha senso vivere con sensi di colpa perché non si è fatto in tempo a leggere i 247 post interessanti che la tua community di appartenenza ha scritto ieri (e ci sono community per tutti i lavori del mondo, anche per i guardiani dei fari). Che cappero di esistenza è?

Tutto questo proliferare di professori, di pagine di professori, video tutorial, dirette su Facebook, corsi dei corsi di formazione, festival e appuntamenti imperdibili di varia natura, ha finito con il sottolineare tutto. Come se uno si fosse comprato un manuale di 2500 pagine e l’avesse sottolineato tutto, da capo a piedi, in vista di un esame.
malesani
Se non riusciamo a capire cosa ha senso da cosa è un rumore di sottofondo, corriamo il rischio di perdere realmente le sole 4-5 cose veramente utili che ogni tanto passano di qua.

Per cui so che non lo farete, ma io vi invito a stare tutti calmi, cazo, come diceva Malesani. Che so io, cucinate, portate in giro il cane, guardate un film, regalatevi un massaggio, se proprio non sapete che fare pulite il box doccia, che di certo quello ha sempre bisogno di essere pulito un po’.

Concimate i fiori, perché no?

Vedrete che si riesce a vivere easy anche senza scrivere o condividere 16 post tecnicissimi e all’avanguardia ogni giorno.

Badate alla vita, insomma.

E noi, dal canto nostro, sapremo che quando esce qualcosa, vale la pena di leggerla.

Ma così no, dai, fate i bravini.

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