Tag

, ,

Si fa presto a dire “cancellare”.

All’azione del “cancellare” molto spesso leghiamo i concetti di “errore”, “rifare”, tornare indietro”, qualcosa di negativo, tutto sommato.

Si cancella se si ha sbagliato. Gli informatici direbbero control zeta. Invece basta avere una vecchia scheda del bancomat per rendersi conto che andare in giro con una gomma nella saccoccia, in definitiva, è un atto meritorio, che può far comodo in diverse occasioni. gomma_cancellare

Sì perché ho scoperto che quando non ci funziona la scheda del bancomat, o postamat o quel che è, si dice che sia prassi assai virtuosa e taumaturgica quella di cancellare, di passare una bella sgommata sul chip, che miracolosamente torna a nuova vita.

Provare per credere.

Così l’altra sera arrivo lì bello tronfio, pronto a esercitare il mio diritto di cancelliere, con la gomma in saccoccia, che niente, per la prima volta nel suo recente passato, la scheda ha deciso di funzionare.

Accadimento che, come capirete, lascia intendere altri concetti:

  • l’importanza, nella vita, della minaccia (leggasi anche deterrente)
  • la validità delle leggi di Murphy, che se ti dimentichi qualcosa, sicuramente ti sarebbe servito e se non te lo dimentichi, non ti servirà mai
  • la bellezza di poter prelevare in santa pace e rientrare verso casa pensando alle gomme del mondo

Pensando, più che altro, che dove finisce una gomma, grosso modo inizia sempre una matita e che la gomma di per sé fa anche poco, se poi nessuno ha voglia di ri-scrivere.

Poi ho anche pensato (che quando metti in moto gli ingranaggi, non li tieni più) alla bellezza del “condivivere”, il fare insieme le cose come condimento, sugo, del vivere quotidiano, ho scoperto che esiste Ezio Bosso e tante altre cosine simili.

Così belle che manco mi viene voglia di cancellarle.

Annunci