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Stasera stavo pensando alle giornate che si allungano, a quanti minuti di luce recuperiamo ogni giorno. Allora mi sono detto che sarebbe bello ogni sera postare come stato su Facebook (tanto se ne postano tanti!) l’orario in cui il giorno dopo ci saranno il tramonto e poi l’alba.

Poi ho cercato di capire come mai io subisca così tanto il fascino di queste vicende infuso-di-ortica_NG1geografico-metereologiche e mi sono risposto che non lo so, in definitiva, ma in effetti vado matto per i moti delle correnti, capire come si formano i venti, come funzionano le maree o gli sbarramenti dell’alta pressione. Ho capito che più in generale vado matto per tutto quello che parla di vita, che sia uomo o Natura tout court.

Lì per lì mi è venuto un po’ da maledirmi, perché col senno del poi avrei potuto studiare geografia o metereologia o scienze naturali o chissà che altro, ma poi in realtà ho capito che anche Lettere studia l’uomo (dal di dentro) e allora va bene così. Che secondo me solo 2 materie studiano l’uomo e quelle sono Lettere (Filosofia) e Medicina. Una lo studia dal di dentro, come fuziona a livello di sentimenti; e l’altra lo studia dal di fuori, ossia come funziona a livello di nervi, telaio, moto, muscoli volontari o meno.

Alla fine mi sono venuti in mente tutti quelli che si sbagliano. Tutti quelli che non si ricordano che è stato l’uomo, ad un certo punto, ad introdurre le discipline tecniche e non il contrario. È stato l’uomo, per vivere meglio, che ha disciplinato certi ambiti del sapere, li ha scandagliati, catalogati e riassunti con certi princìpi. È l’uomo che fa nascere l’informatica, non è l’informatica che ha creato l’uomo.

Per questo vorrei esortare tutti a tenerlo a mente: dobbiamo restare umani dacché l’uomo è al centro. Anche quando vendiamo un prodotto, teniamo a mente che siamo un essere umano che si rapporta ad un essere umano. Quando dobbiamo decidere per le nostre politiche ambientali, teniamo conto che gli scarichi delle auto teoricamente dovrebbero essere funzionali alla nostra vita e non è la nostra vita che è funzionale agli scarichi.

È vero che senza tecnici non sapremmo arrivare a domani, per cui viva i tecnici e che dio li conservi in salute, ma consideriamo che dietro ogni numero, dietro ogni legge matematica, dietro ad ogni amperaggio o voltaggio, dietro ad ogni computazione, addizione, moltiplicazione e quant’altro, c’è la vita naturale. Siamo così tanto intimamente connessi ai bit (e questo post lo dimostra), che è sempre più fatica distinguere l’uomo dal non-uomo, per questo forse non sarà mai superfluo un pochino di esercizio quotidiano, per ripeterci che al centro c’è l’uomo, deve restare l’uomo.

La cosa bella di tutto questo è che quando uno cerca di mettere l’uomo al centro, gli altri esseri umani, se non se ne accorgono del tutto, almeno in qualche modo lo intuiscono.

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