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Mi è capitato di parlare con due tipi di persone. Ne ho conosciute alcune determinatissime, che sono convinte di essere gli artefici del proprio destino, e ne ho viste altre abbastanza rinunciatarie, che tanto il destino è fatale e quel che ti deve arrivare, t’arriva, piaccia o non piaccia.

Si vede che queste persone qui non hanno mai giocato a Xenon 2, peXenon-2_1r esempio.

Che poi per essere precisi non è che io ci giocassi, ma guardavo qualcuno che ci giocava (roba di 386, se non ricordo male, forse primissimi anni ’90). Io no ho mai amato giocare ai videogame, perché devi star lì a smanettare e c’è il tempo e se non fai presto poi i nemici ti uccidono ed è tutto un grande, troppo, generatore di ansia. Invece mi piace star lì a vedere uno che ci gioca e dirgli, casomai, che è un cretino, perché doveva far questo e quest’altro. Alla fine tutto è una metafora, come si capisce.

Comunque niente, stavo dicendo della vita, del destino e di Xenon 2. Il fatto è che la vita è a scrolling verticale, come Xenon 2. E se anche tu stai fermo e non fai niente, ti arrivano addosso i mostri, le navicelle o i forzieri, i tesori e via discorrendo. Tu praticamente non puoi non fare. Qualcosa fai anche non facendo niente. Allora tutta la tua bravura è cercare di schivare le insidie, decidere bene a quale nemico sparare per primo, e bona. Non puoi sapere, mentre sei lì che cerchi di farcela, che fattezze avrà il mostro finale o altre sorprese, tutte ancora da scoprire. Xenon-2_2

La vita secondo me è così e non sei né del tutto artefice di quel che otterrai, né questo è del tutto indipendente dalle tue possibilità. Credo che il trucco (ogni giochino ha un trucco, no?) sia proprio quello di badare al contingente, cercando di fare il meglio possibile, per quanto ci è dato.

Poi i mostri, gli alieni che ci sparano, le vite che ci restano o i forzieri che ci aspettano li vedremo, casomai.

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