Probabilmente come in certe complicate formulazioni matematiche, è solamente riducendo ai minimi termini la vita che la si riesce a comprendere meglio.

Io nella fattispecie mi sono avvalso della consulenza di un’erborista, una anziana dai capelli grigi e gli occhi vispi, che ne sa una più del diavolo, a quanto pare. O meglio, a quanto pare a uno che non sa niente. Come me.

E niente, lei dice che tutto sta nell’evacuazione, lo sapevate? E questo batte dove il dente duole, visto che io era da un bel po’ che la menavo con la storia dei trasformatori. Sì, insomma, dicevo sempre che non siamo altro che dei trasformatori, dei trasformatori di cibo in merda, a voler ben guardare.

E’ tutto molto più facile, osservato da quassù. Assurgendo a questo punto d’osservazione le cose grandi della vita sembrano piccole e le cose piccole, grandissime.

Io per non sapere niente, mi sono procurato una bella bottiglia di aloe, per di più vera, che si dice sia uno dei più potenti lassativi esistenti in natura. E niente, credo che d’ora in poi trasformerò sempre di più, anche se l’alieno potrebbe pur sempre obiettare: “ma se poi lo devi far diventare merda, che cosa lo mangi a fare?”.

Ma che cosa volete mai che ne capisca, un alieno?

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