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Persona che vai, tempi che trovi. Specialmente quelli per i mitici bilanci. I più, o perlomeno quelli che sento io, i bilanci li fanno, occhio e croce, a fine anno, tipo quando in cielo ci sono i fuochi d’artificio e via discorrendo. Altri li fanno quando compiono gli anni.

Ci si mette lì e si tirano le somme. Cosa ho raggiunto, quando ero piccolo cosa mi ero messo in testa di fare e cosa ho poi fatto? A questa età la maggior parte della gente da cosa è mossa? Cosa ha concluso? Ed io? Sono dunque normale, normalissimo o anomalo? E via discorrendo, appunto.

Io non lo so bene il perché, sarà per via dell’anno scolastico o dell’anno calcistico, che guarda caso più o meno iniziavano e finivano insieme, ma mi son messo a considerare che i miei anni iniziano a settembre. Dunque per me il tempo dei mitici bilanci è agosto, suppergiù.

Ecco, tutto questo panegirico sui bilanci solo per dirvi di volervi bene. Io per esempio mi sono appena assolto, sapete? E pensare che ne avrei proprio un bel po’ di motivi per cui condannarmi e dirmi che sono un cattivone e dedicarmi ai lavori socialmente utili, come Silvio B.

Sì, insomma, cercate di capirmi. Boh, sarà forse troppo facile a dirsi ma guardate che là fuori è un bel pandemonio. Restare qui, mentre tutti se ne vanno in qualche Paese estero, sembrerà forse troppo tiepido, troppo rinunciatario, troppo deludente, troppo pigro. Ma secondo me anche troppo generoso, troppo sentimentale, troppo autentico, troppo riconoscente. Per questo io mi assolvo.

Vero che così facendo, passando di assoluzione in assoluzione, si rischia veramente di combinare molto poco, di concludere quasi niente. Ma chi l’ha detto che bisogna concludere e combinare sempre col bilancino degli altri? Se noi siamo il frutto dei nostri esami di coscienza, delle nostre scelte ponderate e deliberate, perché non ci dovremmo assolvere? Abbiamo fatto come abbiamo creduto e bona lì.

Tutto questo per dirvi di essere indulgenti con voi, non ha senso trascorrere il nostro tempo vita pensando che forse abbiamo cannato qualcosa. Sicuramente a conti fatti avremo cannato non qualcosa ma moltissimo, ma non fa niente. Intanto assolvetevi. Assolvetevi, promuovetevi, stimatevi, perché avete solo voi e vivrete fondamentalmente con voi – salvo qualche fortuita e benefica contaminazione – quel poco che ci resta.

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