Secondo me, e forse alla fine di questo post si capirà il perché, se proprio si ha tempo da perdere, ci sarebbe da mettersi lì e dare il nome giusto alle cose.

Per esempio a me dà un fastidio micidiale – e si badi che a me danno fastidio poche cose – quando si parla dei bisogni primari. Tutto è partito dal pensare al kebab, vedete come siamo ipertestuali? Pensare al kebab m’ha fatto pensare sarà più buono, in assoluto, il kebab oppure il mais tostato e salato? O le patatine parmigiana-di-melanzaneAmica Chips, che sono più buone perché costano meno? Per non parlare della parmigiana di melanzane! Insomma, basta niente che anche un tipo nient’affatto entusiasmabile come me, si entusiasma. Eccome.

Un’acquolina da restarci secchi, potete giurarci.

Allora ho pensato che non è corretto parlare semplicemente di bisogno. Non è il bisogno che mi fa piacere da matti una cosa (ovviamente sto parlando del cibo, da cui è partito il mio discorso, ma mi avete già preceduto – ed avete fatto benissimo – anche per altro, dove con altro si intende anche proprio quell’altro lì). Dobbiamo smetterla di nasconderci dietro alla foglia di fico del buoncostume, non sono bisogni primari, i nostri, sono piaceri primari.

Quel dannatissimo GAS che c’ha prodotti (il Grande Architetto Superiore, e va’ a sapere se è Dio, la Natura, il Cosmo, o chi ne fa le veci) ha fatto proprio tutte le cosucce per bene, essendo un autentico GAS. Non è che c’ha messo lì un bisogno, che magari  capita pure che un giorno fai finta di niente, no! Lui te lo fa fottutamente piacere.

Sto facendo confusione? Vediamo di schematizzare. Se fossero stati veramente solo dei bisogni primari, il nostro GAS ci avrebbe fatto venire solo il mal di stomaco, per esser sicuro che avremmo mangiato e ci saremmo conservati in vita; ci avrebbe solo fatto venir un po’ di mali da qualche parte, onde assicurarci che avremmo fatto all’ammore, per perpetuare (e dai e dai, capita!) la specie. Invece no, non sono bisogni, lui ha coniato degli speciali piaceri primari, per noi. Non ci vuole solo partecipanti, ma anche appassionati, l’avete capito o no? E ditemi ancora che ho torto.

Voi pensate alla parmigiana di melanzane, per dire, e ditemi se è o non è un fottutissimo piacere primario.

Detta così è solo un post bighellonato di un ozioso sborone, ma se cambiamo un minimo la prospettiva, ecco che assume tutt’un altro aspetto: i nostri piaceri primari si rivelano dunque nient’altro che i suoi bisogni primari. C’ha dato il piacere perché ne aveva bisogno.

Annunci