Di recente ho avuto modo di pensare un po’. Per esempio stavo passeggiando con l’ombrello usato come bastone in mezzo ai faggi vecchi e ai faggi nuovi ed ho riflettuto che fondamentalmente le piante se ne sbatterebbero anche la minchia di tutto il resto.

Mi ha fatto un’enorme impressione constatare che le piante vanno avanti per la loro strada, neutrali come gli Svizzeri. Sanno perfettamente cosa devono fare, tutto nella natura è inscritto magicamente nel DNA. Rispondono al mutare delle stagioni, del clima, perdendo o facendo nascere nuove foglie. Mi sono quasi commosso di fronte ad un miracolo di tale portata. E poi ho pensato che è veramente il colmo dei colmi che noi praticamente ne rappresentiamo l’unica minaccia. Chi meno vale, più può: questo l’eterno difetto della Grande Macchinazione.

L’uomo che di per sé, tecnicamente, è tra i più miserabili ed abietti esseri del Creato, a conti fatti è anche il più potente, almeno quando si tratta di  compromettere tutto per sempre. Credo che l’errore di fondo stia tutto nella sua volontà. Cercate di seguirmi.

Le piante come detto sono neutrali e non possono fare altro che applicare il preciso codice di programmazione con cui il Creatore le ha progettate: se c’è freddo perdi le foglie, se c’è caldo le fai nascere e respiri. Un semplice blocco if-then scritto magari in GW Basic.

Noi invece abbiamo l’intelligenza artificiale, che è quella che ci frega. Noi abbiamo la facoltà di mettere in dubbio tutto l’anbaradan; da qui son nate nel corso dei secoli domande esistenziali come il senso della vita, la notte dei tempi, l’ordine cronologico tra uovo e gallina e via discorrendo. Noi possiamo svegliarci un giorno e chiederci perché? e fare i fighi, gli artisti e i gheis e mettere tutto in discussione. Ognuno di noi crede di essere specialissimo, di dover fare delle cose incredibili ed uniche, quando in realtà credo che dovremmo imparare dalla natura. Le piante fanno le piante, i pinguini i pinguini, gli sciacalli gli sciacalli e persino i koala, che a dirla non ci si crede, fanno i koala.

Prendete i pinguini, appunto. C’è da uscirci pazzi solo a pensarci. Ci pensavo perché era aprile e perché mi han detto che in aprile iniziano tutto il loro processo di autodistruzione per la prosecuzione della specie, che detta così ci si esce pazzi per la seconda volta. mandriaping

I pinguini ad un certo punto, quando il linguaggio di programmazione lo stabilisce (credo che sia un loop, un counter, non so), prendono e partono. Metà dei maschi moriranno, lo sapete? Ma tutti gli anni che il Cristo manda sulla terra, il tal giorno, tutti i pinguini del mondo prendono e partono.

Non ce n’è uno che si sveglia e pensa di essere meglio di un altro pinguino, non c’è il pinguino artista o gay o quel che è, tutti prendono e partono e fanno come da programma. E’ questa la forza della natura: l’(af)fidarsi.

La Natura si (af)fida ciecamente al proprio codice dna e non chiede altro. Si (af)fida al codice deontologico della propria specie.

Noi invece esseri testoloni siamo sempre lì a crederci chissà che, ad immaginarci chissà quale eldorado per noi soli, a competere e darci di becco, considerando gli altri animali uomo come dei competitor, non come dei nostri simili. Siamo la specie che meno di tutte ha il senso della specie.

E questo mi fa specie.

Annunci