A dirla così sembra anche un po’ un paradosso, ma certe volte, signori, è proprio vero: per rallentare bisogna correre.

C’è chi corre su asfalto e chi corre sullo sterrato; chi va in un grande parco col proprio cane e chi fa dei bei grupponi di amici; chi sceglie il momento appena prima di cena e chi appena sveglio. Sta di fatto che per fortuna molte persone (purtroppo sempre mai abbastanza) amano fare attività fisica e correre, camminare, corricchiare. scarpa_da_corsa

Personalmente non la vedo in termini di gprs, tracciato del percorso, media sul lungo raggio, cardiofrequenzimetro, confronti con lo storico dei dati. Mi paiono tutte cose troppo precise.

Io della corsa amo l’anima vaga. Più che correre, allora, se non compissi sempre lo stesso sentiero, potrei parlare di errare. Mi piace mettermi in moto, specialmente quando le condizioni meteo sono favorevoli, e vedere scorrere il mondo dall’oblò dei miei occhi. A volte mi incanto a vedere sui pini degli uccellini, altre ancora invece fisso per terra e scovo un bruco che passeggia come me. Mi piace sentire gli odori degli angolini, ciascuno con la sua vegetazione specifica, mi piace affrettarmi o dilatare il respiro al ritmo dei pensieri.

Quando si torna, poi, non solo si ha trascorso del tempo in maniera sana, tutto sommato dilettandosi, ma perdipiù si guadagna quella strana soddisfazione dei bambini che hanno fatto qualcosa di buono. Ci si sente come in credito verso se stessi, come se adesso fosse finalmente giunto il momento di poter combinare qualche marachella.

Più precisamente ci si sente indulgenti, quasi sazi e specialmente leggeri.

Questo dunque è il mio consiglio: affrettatevi lentamente.

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