Comunque alla fine non c’è niente da fare, il bosco devi avercelo dentro.

Oggi ho visto uno spezzone, anche se sarebbe meglio dire spezzino, di Mauro Corona, che diceva una cosa che io avevo pensato almeno 100 volte e che mai ero riuscito a codificarla così. Ha detto proprio che la montagna, la bellezza, te la devi portare dietro, quando l’hai vista e toccata. Te la devi portare dentro.

Noi mica possiamo andare tutti i giorni nei posti più  belli del mondo, nei posti con più pace e calma e meraviglia. Però se anche ci dovesse capitare di andarci una volta sola, dovremmo prenderne un pezzettino e tenercelo dentro, come nel nostro sacro tabernacolo.

Poi quando il Tutto ci cinge, e sembra che ci vinca, noi tiriamo fuori quel pezzettino lì e lo osserviamo ancora e ci diciamo che da qualche parte nel mondo esiste il bello e che noi possiamo tutto, anche mandare a cagare quella parte di mondo che ci rende brutti e tornare là, in mezzo alla meraviglia. Sapere che esiste è già quasi tutto.

Magari sarà fatica, magari ci dovremo adattare, magari non ci riusciremo del tutto, magari a conti fatti resterà solo un tentativo, ma è la, che tende al bello, per cui dobbiamo essere felici di questo.

Sappiamo che c’è il bello e che noi possiamo decidere e che quasi tutto quello che non ci piace si può cambiare e che, anche più stanchi, più brutti e vecchi, ne vedremo ancora delle belle. Eccome, potete scommetterci.

Per cui go on, che finché il cuculo canta, vale la pena di ascoltarlo.

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