Ci son così tante cose che vorrei esprimere, anche confusamente alla cìdicì (cazzodicane, per gli amici), che quasi quasi non ne dico nessuna. Tipo quando tutto si ferma nell’imbuto.

A me per esempio fa specie da matti sta cosa che non lavoriamo da casa. Siamo tutti qui a smanettare sui pc, i bambini nascono che hanno 2 telefoni, uno smartphone e un cercapersone, il salumiere comanda i suini da internet, comprando il pepe verde su ebay, e poi siam lì tutte le mattine a darci dentro di fumi di scappamento e strade e ore ed ore di vite umane buttate dentro le sardine delle macchine per portare la nostra carcassa al lavoro. Passiamo la vita su internet, ma sul lavoro no. Sul lavoro non possiamo. Dobbiamo portarci la nostra carcassa, così può timbrare e far vedere che è brava. Popolo di malfidenti carcasse, che appena possono si ingroppano una con l’altra a tradimento, anche senza burro, che c’è crisi.

Tra un po’ la benzina va a due euro e noi ancora lì a prendere 1000 euro al mese quando li prendiamo e a metterne 400 in affitto, 300 in benzina e 200 in pane e pasta e poco altro. Logico che poi il dentista ci fa “sono 100 così, oppure con la fattura 180”. Allora noi si dice di no, che vanno bene 100, e poi diciamo che il Trota è il problema, mentre tutte le carcasse che girano rubano centinaia di euro al giorno, così.

Il Governo continua a fare manovre, che oramai s’è capito che non sa parcheggiare.

E noi siam qui, metà carcasse e metà spiriti liberi, che scriviamo i nostri pensieri su dei fogli elettronici, stringendo gli occhi per vedere un futuro, quando forse è il futuro che è da un po’ che non guarda più noi.

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