Generalmente, di questo periodo, ci si incontra e ci si dice buon anno. Chi loda tutti loda nessuno, diceva Quello. Così che questi buoni spesi a caso sono buoni a poco. Tuttavia c’è qualcosa di speciale, se così vogliamo dire, in questissimi giorni.

Gli altri anni non era così. Non c’erano dei Maya a dire che quello sarebbe stato l’ultimo Capodanno. E non c’era il diesel a 1.7 al litro. Ad ogni giro impariamo delle parole nuove e adesso sappiamo anche il significato di spread.

Chissà di che segno sia lo spread, così almeno potremmo ascoltare quello che ne pensa Paolo Fox. Magari in mezzo a tanti tecnici, buttarla nell’astrologia è uno dei modi meno dolorosi per avere speranze.

Scherzi a parte, la sensazione è di essere capitati nelle migliori mani possibili in uno dei momenti peggiori possibili. E spiace che queste stesse persone competenti, pacate e sobrie non siano arrivate un anno prima e non se ne capisce francamente il motivo, visto che la parola “crisi” l’avevamo già imparata al giro del 2008.

Comechessìa, pur ritenendo generalmente che non ha il minimo senso farsi gli auguri e rallegrarsi per un anno che se ne va e per la morte che si avvicina inesorabilmente, ritengo che mai come ora sia doveroso abbracciarsi nell’umana catena di ginestriana memoria, fare un po’ di sana Resistenza, stringere i denti e i buchi di culo e augurarsi davvero, tutti insieme, buon 2012!

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