Cominciai a infilarmi in bocca una lumaca dopo l'altra.
"Porco mondo, come sono buone, piccola! ASSAGGIANE UNA!"
Joyce ne infilzò una con la forchetta e se la mise in bocca continuando a fissare quelle che le restavano nel piatto.
Mi infilai in bocca una forchettata di deliziose alghe cotte.
"Buone, eh, piccola?".
Lei continuò a masticare la lumaca che aveva in bocca.
"Fritte nel burro dorato!".
Ne presi un po' con la mano e me le ficcai in bocca.
"Cucina vecchia di secoli, tesoro. Non si può sbagliare!".
Finalmente inghiottì la sua lumaca. Poi si mise a studiare quelle che aveva nel piatto.
"Hanno tutte il loro minuscolo buco di culo! E' orribile! Orribile!".
"Che cos'ha di orribile il buco di culo, tesoro?".
Si mise il tovagliolo davanti alla bocca. Si alzò e corse in bagno. Cominciò a vomitare. Le gridai dalla cucina:
"CHE COSA C'E' CHE NON VA NEL BUCO DEL CULO, PICCOLA? TU CE L'HAI IL BUCO DEL CULO E ANCH'IO CE L'HO IL BUCO DEL CULO! QUANDO VAI A COMPRARE UNA BISTECCA DI MANZO, QUEL MANZO AVEVA IL BUCO DEL CULO! IL MONDO E' PIENO DI BUCHI DI CULO! IN UN CERTO SENSO ANCHE GLI ALBERI HANNO IL BUCO DEL CULO SOLO CHE NON SI VEDE, E' COPERTO DALLE FOGLIE. IL TUO BUCO DEL CULO, IL MIO BUCO DEL CULO, AL MONDO CI SONO MILIARDI DI BUCHI DI CULO. IL PRESIDENTE HA IL BUCO DEL CULO, IL RAGAZZO DEL LAVAGGIO MACCHINE HA IL BUCO DEL CULO, IL GIUDICE E L'ASSASSINO HANNO IL BUCO DEL CULO… PERFINO SPILLA VIOLA HA IL BUCO DEL CULO!"
"Oh, basta! BASTA!".
Ricominciò a vomitare. Provinciale. Aprii la bottiglia di sake e buttai giù un sorso.


Charles Bukowski, Post Office, 1971

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