E' molto probabile che da qui le cose si vedano poco, si conoscano poco. Che si abbia chiara l'impressione di non sapere niente e che per questa ragione meglio sarebbe non pronunciarsi mai su niente. Ma siccome siamo sempre molto ben disposti a criticare, allora voglio assumermi la bega, una volta tanto, di fare anche un encomio.

Oggi è morto Steve Jobs. Lo hanno detto e celebrato tutti, giustamente. Anche io voglio aggiungere una goccia al mare di parole spese per un uomo così. Allora è possibile essere imprenditori, innovatori, cambiare un po' il mondo e creare centinaia di migliaia di posti di lavoro anche senza necessariamente essere dei farabutti. Anche senza necessariamente usare vie un po' lugubri, sinistre, fosche.

Resta di lui un video clamoroso, del discorso tenuto ad una università americana a tanti giovani futuri uomini. Un padre di famiglia, un appassionato di modernità, senza mai dimenticare la storia delle genti, il cuore caldo dell'uomo.

Quando ha capito che non avrebbe potuto per forza maggiore seguire il suo lavoro, ha scritto una lettera a tutti i dipendenti dell'azienda che aveva creato, sorta sulle ceneri, come la fenice, di una truffa che un ex amico gli aveva tirato.

Steve Jobs ha vinto. Ha vinto in tutti i modi possibili. E mai come oggi non siamo invidiosi del vincitore. Semplicemente ci limitiamo a dire che ne vorremmo altri, di Steve; che chi ha i talenti dovrebbe un passo avanti e dire "sono pronto". Il futuro può essere migliore e Steve ce lo ha dimostrato.

Grazie.

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