Non lo so nemmeno io come chiamarla. Esortazione? Diciamo esortazione, via. Io vorrei chiedere a tutti quelli che in qualche modo hanno il potere di rifarsi sugli altri, ossia vorrei chiederlo ai mariti, alle mogli, agli insegnanti, agli autisti dell'autobus, ai politici, a quelli che fanno i tatoos sulla spiaggia, e tanti altri che vado probabilmente dimenticando, di avere cura dei denti. Non soltanto i propri, ma specialmente quelli degli altri. Sì, insomma, ho pensato che a furia di stringere, poi succede che si spaccano.

Quella dello stringere i denti è diventata una moda tutta laica, del nuovo millenio. Prima si diceva di portare pazienza, più semplicemente, che poi Qualcuno ci avrebbe ricompensati abbondantemente nel giorno della grande mietitura. Ora invece, che non crediamo più, ci diciamo più francamente di stringere i denti. Per fare un po' la fine di quello là, che visse tutta una vita sperando e che morì, a quanto si dice, cagando.

E' pur vero che esistono i dentifrici al fluoro, che ci sono pure quelli tipo biorepair e carglass super; che i dentisti, come i ladri, sono diventati bravissimi. Però secondo me a furia di stringere, succede che si spaccano, proprio così.

Allora niente. Io volevo solo esortare quelli che possono (quelli che non possono fa niente) ad avere almeno un po' a cuore i denti altrui. So che con la cosa del laicismo che non crediamo più a niente diventa anche difficile motivare come mai questi qui che possono dovrebbero avere a cuore i denti altrui, però boh, io la butto lì lo stesso: magari qualcuno che legge si sbaglia e mi ascolta: fate che si debba stringere un po' meno i denti, per favore. Poveri denti.

Oggi al parco ho chiesto al padrone del dobbermann se quello lì era un dobbermann. Lui ha detto di sì. Poi gli ho chiesto se è vera quella cosa che ad un certo punto ai crani dei dobbermann succede una cosa, tipo che non crescono più, mentre i cervelli sì. E che allora al dobbermann padrone del cranio succede una cosa tipo che diventa "matto" e che fa delle cose che al padrone del dobbermann padrone del cranio non vanno tanto a genio. Lui ha detto no. Ha detto che non è mica vero, e che se vuole sa anche camminare sul tronco.

A me un giorno chiesero, diciamo esortarono, di non fare troppe domande sabato, al matrimonio. Lì per lì, la prima cosa che feci, fu una domanda. Come mai me lo avesse addirittura richiesto. Sembra che io faccia domande scomode. Il fatto che non abbia capito che cosa sia una domanda scomoda e perché sia scomoda, forse dimostra che hanno ragione.

A me forse è successa quella cosa lì del dobbermann, che io cresco mentre quello che mi sta attorno no. Così che poi non ci sto più dentro e hai voglia te a stringere i denti. Finisco come quello che visse sperando e morì cagando. Ma almeno io anche senza denti.

(Tra parentesi, grazie Salinger).

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