Oggi, per dire, c'erano sul treno tre ragazzini. Che a dire la verità parlavano in un modo assolutamente simpatico in un forte dialetto marchigiano. Ad un certo punto hanno visto evidentemente i tipici – e sottolineo tipici a intendere che la cosa non avrebbe dovuto destare molto clamore – cani antidroga e questo per le loro fragili anime ha di per sé già costituito un più che valido motivo per sorridere. Una ha detto una cosa molto simpatica e divertente tipo "guardate, i cani antidroga", l'altra ha voluto chiosare rifacendosi al ragazzo "saranno venuti per te, devi avere addosso la maria". Lui le ha guardate un po' come due cerebrolese, ma poi per non fare quello troppo serio ha detto, sbrigativamente "ah sì, ce l'ho nelle tasche". E giù a ridere. Una fa "ahahahahahahahahahah, nelle tasche" e l'altra "ahahahahahaha, nelle tasche" e ridevano che facevi fatica a stare al mondo.

I casi sono due: o io non capisco veramente più niente e nonostante mi sia preso diverse ore per indagare cosa ci possa essere da ridere questo non mi è dato; oppure c'è davvero di che preoccuparsi.

Vien da pensare che oramai se troviamo qualcuno capace di mettere in fila tre parole in un italiano di un senso vagamente compiuto; che sappia dire tutto sommato nome, cognome e dimostri di intuire che cosa si intenda con la designazione stato civile; sia proprio il caso di saltargli al collo, baciarlo con una certa solerte veemenza e tributargli un sonoro "grazie, ti voglio benissimo!!".

Siamo persi in un mondo perso.

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