Secondo me dovremmo imparare dai koala. Anche da quelli che non si chiamano necessariamente Ciuffo. Proprio tutti i koala in generale. Che se ne stanno abbarbicati forte forte al loro eucalipto, che ci dà tutto in cambio, e non se ne scendono mai. Cocciuti che più cocciuti non si può.
Fare come i koala e abbarbicarci ad ogni residuo di umanevolezza.

Per dire. So che non c'entra niente e non è interessante e mi costerà una lunga digressione introduttiva, ma di recente, quando sono andato a Rimini, ad un certo punto, mentre io ero in treno, si è messo a piovere. Che si sa quel che si lascia ma non quel che si trova, nevvero? Così, arrivato in Rimini, dovetti escogitare qualcosa. E quel qualcosa fu "intanto piscio, poi si vede", benedetto pragmatismo. Poi mi son messo a dire al signore che lavora nei bagni della stazione che giungo da moltomoltolontano, in un paesino dove c'è sempre il sole eccetera e se ci fosse mica modo di sapere dove prendere ombrelli senza lasciarci un rene. Detto, fatto: me l'ha prestato lui. Ha detto che se lo riporto bene e se no ci avrò guadagnato un ombrello, a fronte dei banchieri che a rubare ci guadagnano molto di più.
Io l'ho riportato, ma non è questo il punto.

Il punto è che abbiamo paura. Una fottuta dilagante paura. E non abbiamo paura di quello che dovremmo temere, come il fuoco, le medicine a cazzo, le malattie, le guerre e il sedano crudo. Abbiamo proprio paura gli uni degli altri. Io ho paura di te che in cambio hai paura di uno che ha paura di te. Abbiamo litri e litri di bisogni nascosti, di desideri inconfessati. E poi moriamo senza averli detti. E poi moriamo senza averci quantomeno provato.

Prima del colloquio, poi, mi sono messo a parlare con un contadinello di 79 anni. Mi ha detto che quel torrentello lì si chiama Ausa, o almeno loro lo chiamano così (i torrenti non si chiamano come si chiamano, si chiamano come la gente li chiama: è diverso) e che non è un vero torrente. E' stato fatto artificialmente per evitare che il Marecchia esondasse o qualcosa del genere. Mi ha raccontato che più giù, vero la zona Celle, c'è un personaggio che vende le cose della povera gente a pochi soldi. Tipo delle biciclette a 20 euro e che potrei prenderla lì, se mi prendono dopo il colloquio. Chi viene preso, prende, insomma.
Dice che adesso non è più come prima, se no che vecchino sarebbe? E che quando lo fermavano i fascisti che portava le pagnotte ai partigiani, lui diceva che ne aveva così tante perché doveva stare via tutta la settimana nei campi. Che a quel punto gli domandavano sempre "e cosa fai tutta la settimana in giro per i campi?"

"Cerco i nidi". Diceva così.

Cercava i nidi.

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