Sono sorti nuovi negozietti, in via D'Azeglio. Massimo D'Azeglio, per la precisione. Altri se ne sono andati, come studenti alla fine del percorso. E chissà dove. Il solito barbiere ottocentesco, i cosini che vendono le cartucce, mille milioni di bar e barettini che quando c'è la bella stagione ci trovi i ragazzi a laurearsi e non solo. Una merceria che io non so cos'è che vende, alla fine. Poi anche altre cose nuove, come casa dolce casa che vende ammenicoli ad uso domestico a prezzi di favore, tipo pochi cents e così via. Preferibilmente per giovani o vecchi immigrati. Ma tra poco anche per non immigrati, che se c'è una cosa che ha di buono, la crisi, è che è per tutti, come la neve. Mitiga, livella, e via discorrendo.

Le ragazze volavano via. Camminavano di corsa, se è possibile camminare di corsa. Del resto fanno bene: se ne sentono tante, al tiggì. I ragazzi invece stavano vaghi e tendenzialmente persi alla fermata del bus o di qualsiasi altra cosa. I jeans molto, molto stretti, che non sai come facciano anche a starci dentro. E chissà che male, povere palle. Dalla casa del mio amico Matteo di Spezia, che dico Spezia tanto per dire, ma in verità non so di dove fosse e nemmanco dove sia ora, fuoriuscivano altri ragazzi. Che i ragazzi non finiscono mai, le case di Via Massimo D'Azeglio sono dei formicai. Anche loro avevano dei jeans molto stretti, che la moda mica scherza.

Io son passato apposta per la Facoltà di Lettere di Parma. Non c'erano più le panchine verdi vicine al muro dove la mattina ci trovavi i plotoni fumanti di fiato e sigarette. Veri mucchi umani di gente che si sedeva, stringeva, parlava, sperava, soprattutto. Il cortiletto è in fase di rifacimento. Io vorrei sapere chi ha pensato di rendere bella la Facoltà di Lettere. Una Facoltà di Lettere ristrutturata, che facoltà di Lettere è? Povero Sanguineti, meno male che è morto. Ora sta per assomigliare ad una specie di Economia, una quasi Giurisprudenza. Eppure sono certo che altre persone la troveranno bella. Che altri vagabondi ci capiteranno e la malediranno e benediranno per sempre.

Poi ho visto un pullman turistico. Trovo paradossale che a Parma si avverta il bisogno di muoversi (Jones al mercante di liquore chiese tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?), povere anime indomite a prescindere.

Anche se ieri qui sono arrivati i cotechini, oramai è primavera.

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