Si capisce che la cosa del voto degli operai (e degli impiegati, soprattutto, vista la conclusione) di Fiat Mirafiori, senza che io scientemente me ne accorgessi, mi ha scosso. O se non vogliamo dire scosso – che resta un termine piuttosto forte – quantomeno suggestionato.
Tanto è vero che stanotte mi sono messo a pensare, quasi sognare, di quegli operai che erigevano le piramidi. Tutti lì, col loro carico pesante, il loro trasporto speciale addosso e dietro gli epuloni crapaccioni con il nervo e la frusta a dire "fa' bello!!". Tutti meschinelli gli altri, atterriti, a portare il peso fin dove serve, per costruire una grande opera a beneficio della collettività.
Così noi: ci alziamo alle sei, ci sistemiamo i capelli, i denti, le ascelle. Quanto tempo che trascorriamo così! Partiamo e guidiamo, trasportiamo il nostro corpo nella sede di lavoro, ancorché siano anni che esistono internet e la banda larga. Poi stiamo lì un bel po', diciamo fino a sera, e poi rientriamo. Mettiamo giù la roba, come stai, come sto, poi si mangia, che per fortuna abbiamo qualcuno che ce ne fa, magari. Poi andiamo a letto e sogniamo le piramidi e i poveri meschinelli frustati e frustrati. E poi ricominciamo. Da lunedì a venerdì. Da gennaio a dicembre. E poi ancora gennaio. E poi ancora dicembre. Finché possiamo. E siamo fortunati. Tutto questo per poter prendere i filetti di peperone sottaceto; il tonno in olio di oliva; in certe giornate anche le fave; i finocchi rotondi in offerta speciale. Le fette biscottate dorate o integrali, a seconda dei gusti. La margarina vegetale che il burro fa male. La carta igienica che la cacca è indice di benessere (almeno hai mangiato) eccetera. Livingstone, il gabbiano, direbbe che ci contendiamo col becco insanguinato dai nostri simili una testa di pesce. E il pesce, si sa, inizia a puzzare dalla testa. E siamo fortunati, noi. E nessuno che dica niente.
Poi ad un certo punto tac. Tutto finisce. Un infarto, un inctus, troppi smazzamenti, un po' di scoglionamento esistenziale. E il meschinello che trasportava il peso cede, cade. Cade e la sabbia lo seppellisce. Arriverà un altro meschinello e tutto andrà bene per tutti.

Alla fine i signori avranno costruito le piramidi e i meschinelli verranno mangiati e coperti dalla sabbia, nascosti per sempre alla riconoscenza della storia.

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