If this blog was written in english, maybe there would be written a thing like God bless the stairs, ma siccome invece è scritto smaccatamente in italiano, per altro nemmeno nell'italiano più fluido del globo, io dico scala stradora. Che poi traducendo dal volgare parmensis, dovrebbe essere più o meno la stessa cosa: ossia che certe volte ti sa briga far le scale, ma certe altre no. E non lo direste mai, ma le volte che non ti sa mica briga, sono proprio le volte che vai in salita. Perché in salita? Beh, provate voi a stare dietro a certe scale di certe mattine di certe stazioni. Non è che lo fate apposta: voi siete lì che andate, magari a lavoro o a scuola o dal dentista o dalla cammera di commercio o da qualche altra parte..e..zac!! Vergogna di esistere e di essere degli esseri normali. Ma specialmente mortali.
E comunque la tizia che mi fa pensare tutti sti pensieri tetri (pensare e pensieri è una ripetizione, me ne sono dato anch'io) l'ho incontrata scendendo. Che poi incontrata non è nemmeno un termine preciso. Diciamo che l'ho individuata mentre scendeva. E vi posso giurare che per individuarla non ci vuole Mandrake. Però oggi, a differenza di quando mi basì, venerdì scorso quattrogiorniorsono, aveva su una gonna. Una mini gonna di lana marrone spessa tutta fru fru. Che come faccia ad essere fru fru una minigonna non lo so, ma quella lì era fru fru eccome. Sì, insomma, se uno non lo sapesse di suo – che cos'è che ha quella lì – forse non ci farebbe nemmeno caso, sebbene comunque già le gambe promettano moltissimo. Cioè, la gonna fru fru di lana marrone porta via. Forse l'ha fatto per essere meno basevole, non so. Per abbasire di meno. Magari è gentile. O magari no. Magari le andava così e basta. Glielo volevo chiedere ma non ho mica potuto. Perché quando è salita (io sono stato gentile e l'ho fatta salire giusto appena prima di me) io sono andato nella stessa carrozza e avrei anche potuto sedermi accanto a lei e al personaggio. Il fatto è che è un periodo che ho i peli del naso un po' lunghi. Io certe cose le sento. E temevo di darle fastidio coi miei peli e magari altre cose sconvenienti che ci rimangono attaccate. Allora niente: stasera me li sono un po' tagliuzzati, così eventualmente se la ripiglio glielo chiedo, se me lo ricordo. Che cos'è che le devo dire?
Fra l'altro è bionda. Chi l'avrebbe mai detto?

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