Durante la pausa pranzo mi piace mettermi lì al Parco e guardare le persone (e non solo le persone) passare (le più piccole dirigile al fiume, le più grandi sanno già dove andare, ndr). Generalmente sono studenti e docenti, a quell'ora lì. Magari hanno un treno o delle persone o un treno e delle persone che li aspettano. Certe volte sono in due o tre, altre invece sono da soli. Alcuni hanno i ricci, ma non molti. I maschi in genere hanno degli equipaggiamenti più robusti e tengono le gambe un po' larghe. Alcune femmine qualche volta hanno delle scarpe piuttosto inadatte alla stagione. A volte si vedono ancora delle ballerine con i piedi nudi, dentro, per esempio. Le femmine devono sempre sopportare delle cose, ma certe volte sono cose anche autoindotte. Ma anche i maschi sopportano. A modo loro tutti sopportano qualcosa.
C'è in giro una specie di attesa e i tempi sono dilatati. Molto è fermo, come per esempio il sole e un gattone bianco e rosso che lo prende (vorrà diventare nero?). Quel gattone si è messo dietro le piante, nella zona riservata ai gatti (un ghetto per gatti?), e si è piazzato con una testa molto grossa da gatto maschio dentro ad un raggio di sole (un raggio di sole per lui). L'espressione è quella di chi ha solo il sole.
Solo il sole. Solo al sole.
Mi sento a volte come quelle foche spiaggiate su certi scogli inaccessibili ai più – ma a loro evidentemente no – di certi remoti isolotti pieni zeppi di foche. Stanno lì ad aspettare che arrivi la sera, disturbate solo, di tanto in tanto, dai bisogni primari. Per pisciare e cagare possono anche stare lì, ma per mangiare poverette devono tuffarsi in acqua e seguire la loro natura e cercare di azzannare un qualche pesciolino. Che non deve mica essere bello essere dei pesciolini. O meglio, non lo deve essere quando passi di lì nel momento sbagliato, in quel momento in cui a qualche predatore è venuto come il ricordo che deve mangiare. Del resto è normale che qualcuno muoia: non possono mica vivere tutti. Diciamo che non possono mica vivere tutti nel medesimo momento. Magari in momenti diversi sì, chi lo sa.
Queste persone qui che passano magari hanno a casa tipo dei genitori o delle cose così. Magari persone che hanno investito su di loro, o comunque anche per loro. Gravano di aspettative e punti di domanda e intanto aspettano e passeggiano ed hanno i ricci o magari anche no.
Giovanni Drogo ha aspettato i Tartari tutta una vita e poi pazienza anche se non stava tanto bene sul momento più bello, i Tartari sono arrivati eccome, aveva ragione lui che c'erano.

Annunci