In Liguria forse direbbero povea ca' sen'sa técio (abbiate pazienza se sbaglio ma effettivamente non sono ligure; sebbene, laddove lo fossi, ne sarei decisamente onorato). Cioè, sei grande e tutto e poi ancora non metti in pratica i frutti della tua presunta adultezza e ti ritrovi a comportarti tale e quale a quando andavi in giro in bici in piazza e pensavi all'eurogol di De Agostini col Napoli. E ti domandavi cosa poi volesse dire eurogol (io credevo che desse diritto a punti supplementari in Coppa Uefa, ve lo giuro).
Forse è vero: non è un buon segno riscoprirsi improvvisamente al grado zero, dimentichi di tutte le maturazioni che nel frattempo avrebbero dovuto incorrere. Università e master e 28 anni sul groppone e poi niente, sei ancora lì che ti perdi via nei meandri delle dimensioni del sogno. Là fuori ci sono i carburanti che tutti i giorni aumentano, ci sono le ipocrisie del Natale, che comprendi adesso a differenza di molti anni fa; c'è il tuo paesino che va via via disabitandosi e ci sono le tue persone care che diventano sempre più vecchie e stanche, quando tutto va bene.
E invece niente. Ancora quella tendenza a divagare, a perdersi via anche da svegli.

Oggi per esempio guardavo il finale di Bologna-Milan. Forse sarà stata la pesantezza della polenta coi sanguinacci, non lo so, ma verso la fine danno un rigore al Bologna e lo tira Di Vaio e se lo fa parare. Allora a me è venuto come naturale immaginarmi di essere lì e come tirare un rigore. Magari alla Beppe Signori, senza rincorsa. C'ho pensato così attentamente che quando l'arbitro ha fischiato, ve lo giuro, m'è venuto il batticuore. Ho dovuto aspettare diversi minuti perché potesse passarmi.

Ho smesso il mio immaginare a metà, prima ancora di sapere se la palla sarebbe entrata o meno. In conclusione, ho 28 anni e riesco dunque ancora ad immaginare così tanto da farmi venire il batticuore. Sono una povea ca' sen'sa técio?

Annunci