Abbiate pazienza se per certi versi farà anche un po' schifo, come argomento, se puzzerà un po', ma io sta cosa dei bisogni primari la devo proprio scrivere. Diciamo che ne sento il bisogno, magari secondario, ma pur sempre bisogno.
Avete presente, no? Tipo che si sente un freddo becco, come se venisse giù l'aria dal Pasubio, oppure un caldo atomico che vorresti liquefarti e poi morire ed arrivare via fogna direttamente al mare a nutrire il plancton e conseguentemente le balene o quei cosini carini che mi pare si chiamino dugonghi Manonnesonomicasicuro. Tra parentesi mi piacerebbe avere in regalo un peluche di dugongo, ma fa niente.
Poi sì, mangiare e bere e fare all'amore, e fin qui va anche bene. Ma poi anche espellere le urine e le feci e il gas e tuttoquanto. Insomma, converrete che è un bel bordello.

Mi si obietta che alla fine dei conti, sono cose naturali, che vengono da sole e che non c'è mica da star lì a pensarci sopra poi molto. Quasi come respirare. Ma respirare lo so anch'io, che viene facile. Io so respirare e dormire insieme, per dire. O respirare e guidare o anche respirare e vedere una partita eccetera. Ma invece non so, per esempio, fare la cacca e dormire insieme. Lo sapevo fare un tempo, ma adesso non mi ricordo più.

Quanto tempo passerà, secondo voi, tra il sentore di un bisogno primario e l'altro? Voglio dire: di quanta pace siamo investiti, almeno potenzialmente? Non hai ancora finito di fare la pipì che ti viene una scossa si freddo da restarci secco. Allora corri vicino al camino e ti strini le braghe. Mi viene in mente quel povero islandese che cercava di spiegare le proprie ragioni alla Natura e non c'era verso di intendersi.

Io sono troppo ricettivo: i bisogni primari hanno un impatto troppo elevato sul mio tenore di vita. E' come se fossi interamente rivestito di pelle di glande, come se fossi tutto glande, e ad ogni minimo fruscìo sobbalzassi. Sono una vittima degli input(s), amici! E io ne vorrei meno. Vorrei lottare per la mia piccola atarassia dalla cacca e la pipì e la fame e il freddo e la sete, almeno. Per gli altri poi ci penserei, ma almeno levarmi quelli lì sarebbe già una bella roba.

Va bene che la vita è vita e deve "regalare" emozioni e sensazioni, ma andiamoci piano! Come cappero fai ad ascoltare un amico che ti racconta cose personali o a vedere un'opera d'arte o a stare in intimità con qualcuna o qualuno a seconda dei gusti o a seguire una recita o anche solo a fare un giro a Gardaland se sei sempre lì che devi sentire cosa dice il tuo corpo, despota supremo della tua esistenza?

Potremo mica passare la vita a pulirci il culo, o no? Dovevano fare dei bisogni un po' meno bisogni, ecco tutto.

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