Leggendo di Bossi che pretenderebbe le dimissioni di Fini, non so perché, mi sono venuti in mente i maiali. Ma non solo nel senso orwelliano di una classe politica prepotente e boriosa. Quanto piuttosto una cosa un poco più spiacevole, in cui gioco la mia triste o tristissima parte insieme a voi tutti. Quei maiali tritatutto che si vedono in certi film sulla mafia. Spiace molto vedere vecchi amanti (l'Onorevole Barbareschi in aula potrebbe a bell'agio continuare a condurre C'eravamo tanto amati) bisticciare per cose loro e tirare in ballo noi poveri maialini pieni di denti.
Dove sono andati i tempi della legge Bossi-Fini, di quando tutto andava bene e tutti erano bravissimi e integerrimi? È bastato un lieve movimento di cresta del bel Gianfranco per dare l'allarme? Ecco allora che si rovista negli scatoloni dei dossier, che si grufola negli armadi in cerca di scheletri demonizzanti.
Spiace singolarmente constatare che non si è buoni o cattivi tout court, ma semplicemente buoni o cattivi quando è il caso. E spiace ancora di più essere chiamati a giocare il nostro ruolo onnivoro, in tutto questo.
Fra l'altro, scendendo giusto un attimo nel particolare delle accuse, che è tutto questo clamore? Come accettare che a muoverle sia un partito che avrebbe anche del suo da cui guardarsi? Come accettare di sentire ancora la voce del pluri-indignato Capezzone? Come poter far finta che basti il presunto uso privato di un bene del Partito per far funzionare il nostro apparato dentale di distruzione di massa? Paradossalmente, se tutto questo sapiente scartabellare e rovistare ha prodotto così poco, del Presidente della Camera emerge un'immagine ancora più linda e il cicaleccìo forzistico si rivela terribilmente controproducente. Si sono forse dimenticati che noi poveri maialini ne abbiamo sentite anche di peggio? Che siamo avvezzi a case che si scoprono sorprendentemente proprie? A ipotizzate collusioni mafiose?

Ma non è questo, il punto. Spiace soprattutto riscontrare quel che della nostra delega viene fatto. Abbiamo incaricato Loro di governare in vece nostra. Perché più capaci, più avveduti, più specializzati, più preparati. Hanno avuto la nostra fiducia. C'è stato un giorno, ben prima che venissero inventati la gallina e l'uovo, in cui l'individuo ha capito che non avrebbe potuto per sempre partecipare direttamente alla vita politica. Quel giorno si escogitò l'idea di delega. Certe persone avrebbero continuato a curarsi del proprio particulare, a dedicarsi ai commerci privati e alle questioni personali. E certe altre sarebbero state scelte e pagate da tutti perché prendessero le decisioni più importanti, perché facessero fronte ai problemi storici e contingenti, perché, in buona sostanza, se lo meritassero.

Ed è dunque questo il modo di ripagarci? È questo il significato del loro ruolo? Scavare gli uni attorno agli altri delle fosse piene di debolezze e vizi privati? Darsi in pasto l'un l'altro ai maialini cittadini solo nel momento del bisogno? Lasciare che i maialini non possiedano altro che denti e non conoscano altro che fame?

È questo il contesto, sono queste le condizioni in cui il maialino comune dovrebbe pensare di trovare una maialina speciale con cui progettare il proprio roseo futuro? È in questo terreno sano e fertile che affonda le radici la pianta del nostro Futuro?

Abbiate allora pazienza, ma io mi sento il diritto di sentirmi leggero.

Annunci