Chissà quantoChissà quanto dura il bacio delle lumache. Lassù, ai margini del bosco, Adele e Grisostomo sono fermi così da quasi due settimane. Comunque non volevo parlare di questo. Diciamo che è solo un aneddoto curioso e simpatico, se volete. Una specie di postilla a cazzo, un post-it appiccicato su di una qualche corteccia (cerebrale?).

Chissà quanto dura il bacio delle lumache. Lassù, ai margini del bosco, Adele e Grisostomo sono fermi così da quasi due settimane. Comunque non volevo parlare di questo. Diciamo che è solo un aneddoto curioso e simpatico, se volete. Una specie di postilla a cazzo, un post-it appiccicato su di una qualche corteccia (cerebrale?).

Io in realtà volevo ripetere (e ripetermi) quel mio vecchio adagio. "Sei triste? Colpa tua". Che poi forse triste non è la migliore parola possibile. Ma insomma. Volevo (e voglio) dire che quando sei lì che per qualche ragione non sei contento, se ti prendi del tempo e cerchi le concause e Tuttoquanto, alla fine pervieni sempre al risultato che in quelle condizioni lì che ti hanno reso infelice, ti ci sei messo Tustesso. Ergo è colpa tua e non devi smerigliare le maronelle a destra e a manca. Poi qualcuno sostiene che questo sia un pensiero cupo. Infausto. Pessimista. Che afferisce al pessimismo cosmico o giù di lì. Io invece direi di no. Secondo me, magari paradossalmente, è un pensiero di un entusiasmo superfigoso. Nel senso che se le condizioni che ti rendono cupo o semplicemente non-contento, sono esterne, allora te sei veramente fregato. E non c'è verso di poter esercitare nei confronti di quelle stesse condizioni-negative alcun tipo di condizionamento. Se invece è colpa tua, puoi anche berti quel famoso caffé al tavolino con te stesso e decifrare i perché e i percome e capire come comportarti nel famoso Dorainpoi. Puoi, in definitiva, redigere piani di azione, strategie, campagne di marketing atte a promuovere la tua Felicità.
Nella fattispecie io oggi ero triste, ma triste è una parola che come ripeto non va bene, perché oggi è una di quelle domeniche in cui magari hai 28 anni e del tempo libero e c'è caldo e ti verrebbe bene di stare a letto tutto il giorno. Ma stare a letto da soli fa un po' sfigato, per cui niente. Oggi era una di quelle giornate, come tutte le altre della nostra vita, del resto, che se non vengono dedicate all'amore – anche se amore è un termine inesatto – sono giornate sprecate. Per cui a me sapeva moltissimo briga non dedicarla all'amore, ma oramai è andata così, pazienza. Allora colpa mia e tutto quanto. Che così almeno non sono pessimista cosmico e posso decidere a bell'agio, nel famoso caffè preso a tavolino con me stesso, come colorare il mio Dorainpoi.

E per dare una struttura a panino a questo post del cavolo, diciamo un'altra piccola postilla-postit-attaccatto alla corteccia. Stasera ho visto un merlo maschio, per via del becco arancione chiaro, che armeggiava con un vermetto (poverino). Mio padre sostiene che quasi sicuramente (anche perché non lo ha mangiato) lo stava sminuzzando per i merlini (o merletti, fate un po' voi). Allora ho pensato che dovremmo smetterla tutti quanti, una buona volta, di dire la frase "stare insieme". Non ha senso. E' una cretinata. E' una categoria troppo passiva e statica, appunto.

Dovremmo invece iniziare a parlare di "fare insieme".

Molto meglio, credetemi.

Molto meglio, credetemi. dura il bacio delle lumache.ChissàChissà quanto dura il bacio delle lumache. Lassù, ai margini del bosco, Adele e Grisostomo sono fermi così da quasi due settimane. Comunque non volevo parlare di questo. Diciamo che è solo un aneddoto curioso e simpatico, se volete. Una specie di postilla a cazzo, un post-it appiccicato su di una qualche corteccia (cerebrale?).
 
Io in realtà volevo ripetere (e ripetermi) quel mio vecchio adagio. "Sei triste? Colpa tua". Che poi forse "triste" non è la migliore parola possibile. Ma insomma. Volevo (e voglio) dire che quando sei lì che per qualche ragione non sei contento, se ti prendi del tempo e cerchi le concause e Tuttoquanto, alla fine pervieni sempre al risultato che in quelle condizioni lì che ti hanno reso infelice, ti ci sei messo Tustesso. Ergo è colpa tua e non devi smerigliare le maronelle a destra e a manca. Poi qualcuno sostiene che questo sia un pensiero cupo. Infausto. Pessimista. Che afferisce al pessimismo cosmico o giù di lì. Io invece direi di no. Secondo me, magari paradossalmente, ma è un pensiero di un entusiasmo superfigoso. Nel senso che se le condizioni che ti rendono cupo o semplicemente non-contento, sono esterne, allora te sei veramente fregato. E non c'è verso di poter esercitare nei confronti di quelle stesse condizioni-negative alcun tipo di condizionamento. Se invece è colpa tua, puoi anche berti quel famoso caffé al tavolino con te stesso e decifrare i perché e i percome e capire come comportarti nel famoso Dorainpoi. Puoi, in definitiva, definire piani di azione, strategie, campagne di marketing atte a promuovere la tua Felicità.
Nella fattispecie io oggi ero triste, ma triste è una parola che come ripeto non va bene, perché oggi è una di quelle domeniche in cui magari hai 28 anni e del tempo libero e c'è caldo e ti verrebbe bene di stare a letto tutto il giorno. Ma stare a letto da soli fa un po' sfigato, per cui niente. Oggi era una di quelle giornate, come tutte le altre della nostra vita, del resto, che se non vengono dedicate all'amore – anche se amore è un termine inesatto – sono giornate sprecate. Per cui a me sapeva moltissimo briga non dedicarla all'amore, ma oramai è andata così, pazienza. Allora colpa mia e tutto quanto. Che così almeno non sono pessimista cosmico e posso decidere a bell'agio, nel famoso caffè preso a tavolino con me stesso, come colorare il mio Dorainpoi.
 
E per dare una struttura a panino a questo post del cavolo, diciamo un'altra piccola postilla-postit-attaccatto alla corteccia. Stasera ho visto un merlo maschio, per via del becco arancione chiaro, che armeggiava con un vermetto (poverino). Mio padre sostiene che quasi sicuramente (anche perché non lo ha mangiato) lo stava sminuzzando per i merlini (o merletti, fate un po' voi). Allora ho pensato che dovremmo smetterla tutti quanti, una buona volta, di dire la frase "stare insieme". Non ha senso. E' una cretinata. E' una categoria troppo passiva e statica, appunto.
 
Dovremmo invece iniziare a parlare di "fare insieme".
 
Molto meglio, credetemi.quanto dura il bacio delle lumache. Lassù, ai margini del bosco, Adele e Grisostomo sono fermi così da quasi due settimane. Comunque non volevo parlare di questo. Diciamo che è solo un aneddoto curioso e simpatico, se volete. Una specie di postilla a cazzo, un post-it appiccicato su di una qualche corteccia (cerebrale?).
 
Io in realtà volevo ripetere (e ripetermi) quel mio vecchio adagio. "Sei triste? Colpa tua". Che poi forse "triste" non è la migliore parola possibile. Ma insomma. Volevo (e voglio) dire che quando sei lì che per qualche ragione non sei contento, se ti prendi del tempo e cerchi le concause e Tuttoquanto, alla fine pervieni sempre al risultato che in quelle condizioni lì che ti hanno reso infelice, ti ci sei messo Tustesso. Ergo è colpa tua e non devi smerigliare le maronelle a destra e a manca. Poi qualcuno sostiene che questo sia un pensiero cupo. Infausto. Pessimista. Che afferisce al pessimismo cosmico o giù di lì. Io invece direi di no. Secondo me, magari paradossalmente, ma è un pensiero di un entusiasmo superfigoso. Nel senso che se le condizioni che ti rendono cupo o semplicemente non-contento, sono esterne, allora te sei veramente fregato. E non c'è verso di poter esercitare nei confronti di quelle stesse condizioni-negative alcun tipo di condizionamento. Se invece è colpa tua, puoi anche berti quel famoso caffé al tavolino con te stesso e decifrare i perché e i percome e capire come comportarti nel famoso Dorainpoi. Puoi, in definitiva, definire piani di azione, strategie, campagne di marketing atte a promuovere la tua Felicità.
Nella fattispecie io oggi ero triste, ma triste è una parola che come ripeto non va bene, perché oggi è una di quelle domeniche in cui magari hai 28 anni e del tempo libero e c'è caldo e ti verrebbe bene di stare a letto tutto il giorno. Ma stare a letto da soli fa un po' sfigato, per cui niente. Oggi era una di quelle giornate, come tutte le altre della nostra vita, del resto, che se non vengono dedicate all'amore – anche se amore è un termine inesatto – sono giornate sprecate. Per cui a me sapeva moltissimo briga non dedicarla all'amore, ma oramai è andata così, pazienza. Allora colpa mia e tutto quanto. Che così almeno non sono pessimista cosmico e posso decidere a bell'agio, nel famoso caffè preso a tavolino con me stesso, come colorare il mio Dorainpoi.
 
E per dare una struttura a panino a questo post del cavolo, diciamo un'altra piccola postilla-postit-attaccatto alla corteccia. Stasera ho visto un merlo maschio, per via del becco arancione chiaro, che armeggiava con un vermetto (poverino). Mio padre sostiene che quasi sicuramente (anche perché non lo ha mangiato) lo stava sminuzzando per i merlini (o merletti, fate un po' voi). Allora ho pensato che dovremmo smetterla tutti quanti, una buona volta, di dire la frase "stare insieme". Non ha senso. E' una cretinata. E' una categoria troppo passiva e statica, appunto.
 
Dovremmo invece iniziare a parlare di "fare insieme".
 
Molto meglio, credetemi.Chissà quanto dura il bacio delle lumache. Lassù, ai margini del bosco, Adele e Grisostomo sono fermi così da quasi due settimane. Comunque non volevo parlare di questo. Diciamo che è solo un aneddoto curioso e simpatico, se volete. Una specie di postilla a cazzo, un post-it appiccicato su di una qualche corteccia (cerebrale?).
 
Io in realtà volevo ripetere (e ripetermi) quel mio vecchio adagio. "Sei triste? Colpa tua". Che poi forse "triste" non è la migliore parola possibile. Ma insomma. Volevo (e voglio) dire che quando sei lì che per qualche ragione non sei contento, se ti prendi del tempo e cerchi le concause e Tuttoquanto, alla fine pervieni sempre al risultato che in quelle condizioni lì che ti hanno reso infelice, ti ci sei messo Tustesso. Ergo è colpa tua e non devi smerigliare le maronelle a destra e a manca. Poi qualcuno sostiene che questo sia un pensiero cupo. Infausto. Pessimista. Che afferisce al pessimismo cosmico o giù di lì. Io invece direi di no. Secondo me, magari paradossalmente, ma è un pensiero di un entusiasmo superfigoso. Nel senso che se le condizioni che ti rendono cupo o semplicemente non-contento, sono esterne, allora te sei veramente fregato. E non c'è verso di poter esercitare nei confronti di quelle stesse condizioni-negative alcun tipo di condizionamento. Se invece è colpa tua, puoi anche berti quel famoso caffé al tavolino con te stesso e decifrare i perché e i percome e capire come comportarti nel famoso Dorainpoi. Puoi, in definitiva, definire piani di azione, strategie, campagne di marketing atte a promuovere la tua Felicità.
Nella fattispecie io oggi ero triste, ma triste è una parola che come ripeto non va bene, perché oggi è una di quelle domeniche in cui magari hai 28 anni e del tempo libero e c'è caldo e ti verrebbe bene di stare a letto tutto il giorno. Ma stare a letto da soli fa un po' sfigato, per cui niente. Oggi era una di quelle giornate, come tutte le altre della nostra vita, del resto, che se non vengono dedicate all'amore – anche se amore è un termine inesatto – sono giornate sprecate. Per cui a me sapeva moltissimo briga non dedicarla all'amore, ma oramai è andata così, pazienza. Allora colpa mia e tutto quanto. Che così almeno non sono pessimista cosmico e posso decidere a bell'agio, nel famoso caffè preso a tavolino con me stesso, come colorare il mio Dorainpoi.
 
E per dare una struttura a panino a questo post del cavolo, diciamo un'altra piccola postilla-postit-attaccatto alla corteccia. Stasera ho visto un merlo maschio, per via del becco arancione chiaro, che armeggiava con un vermetto (poverino). Mio padre sostiene che quasi sicuramente (anche perché non lo ha mangiato) lo stava sminuzzando per i merlini (o merletti, fate un po' voi). Allora ho pensato che dovremmo smetterla tutti quanti, una buona volta, di dire la frase "stare insieme". Non ha senso. E' una cretinata. E' una categoria troppo passiva e statica, appunto.
 
Dovremmo invece iniziare a parlare di "fare insieme".
 
Molto meglio, credetemi.Lassù, ai margini del bosco, Adele e Grisostomo sono fermi così da quasi due settimane. Comunque non volevo parlare di questo. Diciamo che è solo un aneddoto curioso e simpatico, se volete. Una specie di postilla a cazzo, un post-it appiccicato su di una qualche corteccia (cerebrale?).
 
Io in realtà volevo ripetere (e ripetermi) quel mio vecchio adagio. "Sei triste? Colpa tua". Che poi forse "triste" non è la migliore parola possibile. Ma insomma. Volevo (e voglio) dire che quando sei lì che per qualche ragione non sei contento, se ti prendi del tempo e cerchi le concause e Tuttoquanto, alla fine pervieni sempre al risultato che in quelle condizioni lì che ti hanno reso infelice, ti ci sei messo Tustesso. Ergo è colpa tua e non devi smerigliare le maronelle a destra e a manca. Poi qualcuno sostiene che questo sia un pensiero cupo. Infausto. Pessimista. Che afferisce al pessimismo cosmico o giù di lì. Io invece direi di no. Secondo me, magari paradossalmente, ma è un pensiero di un entusiasmo superfigoso. Nel senso che se le condizioni che ti rendono cupo o semplicemente non-contento, sono esterne, allora te sei veramente fregato. E non c'è verso di poter esercitare nei confronti di quelle stesse condizioni-negative alcun tipo di condizionamento. Se invece è colpa tua, puoi anche berti quel famoso caffé al tavolino con te stesso e decifrare i perché e i percome e capire come comportarti nel famoso Dorainpoi. Puoi, in definitiva, definire piani di azione, strategie, campagne di marketing atte a promuovere la tua Felicità.
Nella fattispecie io oggi ero triste, ma triste è una parola che come ripeto non va bene, perché oggi è una di quelle domeniche in cui magari hai 28 anni e del tempo libero e c'è caldo e ti verrebbe bene di stare a letto tutto il giorno. Ma stare a letto da soli fa un po' sfigato, per cui niente. Oggi era una di quelle giornate, come tutte le altre della nostra vita, del resto, che se non vengono dedicate all'amore – anche se amore è un termine inesatto – sono giornate sprecate. Per cui a me sapeva moltissimo briga non dedicarla all'amore, ma oramai è andata così, pazienza. Allora colpa mia e tutto quanto. Che così almeno non sono pessimista cosmico e posso decidere a bell'agio, nel famoso caffè preso a tavolino con me stesso, come colorare il mio Dorainpoi.
 
E per dare una struttura a panino a questo post del cavolo, diciamo un'altra piccola postilla-postit-attaccatto alla corteccia. Stasera ho visto un merlo maschio, per via del becco arancione chiaro, che armeggiava con un vermetto (poverino). Mio padre sostiene che quasi sicuramente (anche perché non lo ha mangiato) lo stava sminuzzando per i merlini (o merletti, fate un po' voi). Allora ho pensato che dovremmo smetterla tutti quanti, una buona volta, di dire la frase "stare insieme". Non ha senso. E' una cretinata. E' una categoria troppo passiva e statica, appunto.
 
Dovremmo invece iniziare a parlare di "fare insieme".
 
Molto meglio, credetemi.
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