C'è stato un tempo in cui ero quasi intelligente. Magari no, ma io mi ci sentivo e i risultati, come direbbe l'Assessore, "mi cosavano". Intelligente ed anche un po' simpatico, quasi brillante, come quella volta che al primo tema di terza superiore la prof.ssa disse "poco contenuto e un po' di generale malavoglia, ma ragazzi, questo G. ha uno stile davvero brillantissimo". 6+, dai, meglio che un calcio in faccia.
Invece da un po' di giorni, mi sa da giovedì pomeriggio, su per giù, ho perduto la mia verve. E allora adesso non so quasi più niente e annoio tutti. Che quando uno perde la verve, praticamente ha perso quasi tutto. Perdere la verve è la mamma di tutti gli altri mali. Allora oggi quando uscivo pensavo a questa cosa qui, che avevo perso un po' la mia verve e per dirla con Tondelli avevo dentro un grande Scoramento, altresì conosciuto come macchia-nera-assorbente-in-espansione e necessitavo di adottare strategie finalizzate al ritrovamento della verve. Già, ma come? Che tempus fugit e tutto quanto. Non hai il tempo di arrivare a casa che dovresti già correre a letto e chiudere gli occhi ed obliare tutto l'obliabile e non solo. (Già nel 2001 pensai alla cosa che servirebbe meno lavoro per tutti, più lavoro per tutti. Che se uno ha un lavoro che guadagna anche il "sufficiente" e il "bastante per vivere", ma poi non può materialmente vivere ossia mettere a frutto i proventi della sua attività, allora che cosa ce l'ha a fare?. Lì per lì non dissi niente a nessuno, salvo poi riprendere il discorso ad un matrimonio nell'ottobre del 2005 – non mio – con un invitato tutto di verde vestito, che io avevo scambiato per il Grillo Parlante. Per cui essendomi già espresso, tralascio e passo avanti). Insomma, non sapendo come reperire la mia verve perduta di giovedì pomeriggio, presumibilmente, mi sono messo a parlarne con un ragazzo che aveva pensato bene di perdere il mio stesso treno. E' del Senegal e si chiama Ammath, con l'acca finale. Assomiglia molto a Patrick Vieira, infatti tifa per l'Inter. Gli ho chiesto come faccia ad essere del Senegal e al tempo stesso ad essere così chiaro, e mi ha detto che faccio ridere e che è per via di sua mamma, che è molto chiara. Adesso ha da poco un figlio, da circa 5 mesi, e dice che sono le donne che decidono tutto. Nel portafogli tiene la foto di una sua amica ma non di sua moglie e dice che sua moglie non lo sa. La mattina va a lavorare a Sorbolo, dove monta ascensori ed è alto circa un metro e 87. Teneva in mano un pacchetto di caffè. Non beve e non fuma, essendo musulmano, ma si concede un caffé al giorno, al mattino, per tenersi più sveglio. Gli ho detto che comunque è troppo bianco e che a me sembra essere per questo un senegalese poco convinto. Gli ho spiegato la cosa della verve e della macchia nera in espansione e assorbente, ma lui sostiene che si possa guarire ed io sono stato contento di sentirmelo dire, benché a chi sta male puntini puntini.
Poi sono arrivato a casa e mi sono messo le scarpe scoreggine. Delle scarpe che un giorno ho trovato abbandonate, nuove, nella borsa vicino al bidone dell'immondizia e non mi vergogno di dirlo né tantomeno di portarle. A me fanno ridere e tanto mi basta. E poi ho simpatia per tutte quelle creature, come i gattini della Barilla, che vengono abbandonate chissà poi perché. Mi sono messo lì con le scarpettine scoreggine ed ho passeggiato nella sera dall'aria fresca col monte blu là in fondo che da qui non diresti che sopra ha una croce tutta sua e un posto segreto dove c'è un diario dentro ad una scatola di latta di ex-biscotti. Lassù, a ben vedere, ci trovi anche cacche di lepre e delle capre curiose che certe volte ti mettono anche paura. Poi lì attorno c'erano anche dei ciliegi, con sparute lucciole, poco convinte come il senegalese e mucchi di letame secco e il campanile in lontananza che faceva tin tin tin… Ero contento perché non avevo sentito il tin finale, più argentino, della mezza. Pensavo fossero le nove ed invece erano le dieci. Che certe volte pensi una cosa e poi invece è un'altra. Specialmente questo succede quando sono 4-5 giorni che hai perduto la tua verve ed hai uno Scoramento sotto forma di macchia nera assorbente in costante e pericolosa espansione.
Però boh, sarà un po' per il senegalese chiaro del caffé; un po' per una telefonata della Fata Turchina; un po' per il monte con le capre e il diario segreto; sta di fatto che adesso anche il mio Scoramento è poco convinto. Volevo dire altre cose ma me le sono via via dimenticate. Si vede che erano bugie.

(e poi, tra parentesi, oggi sono 110 anni che è nato Colui che scrisse il Piccolo Principe, per cui fate un po' voi)

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