Son così felice, che mi son messo la cravatta. C'è la virgola, avete notato? Non è che sia felice perché mi son messo la cravatta; sono così felice tanto che mi sono anche messo la cravatta.
Che poi, a dire la verità, la cravatta – di seta colore verde acqua, per la precisione – l'ho messa ieri. Perché stavo cercando cose buttabili nei miei cassetti, per fare posto a tutto quello che dopo il rientro riminese reclama spazio e allocamento. Allora ho dato un po' di fazzoletti di stoffa del '15-'18 a mio padre, e quella cravatta tutta stropicciata là in fondo, l'ho presa per farci le prove, che chissà come diamine feci quel giorno a imparare a fare il nodo. Invece no, oh! Mi è venuto subito bene e anche se la cravatta verdeacqua non sta bene sui pantaloncini di jeans marroni macchiati di candeggina e sulla maglietta bianca della salute, io beh, ce la tengo sopra lo stesso. Che così sono più elegante. Sì, insomma, celebro meglio ogni giornata come se fosse una specie di festa, di cerimonia e tutto quanto.

Comunque non sono felice per la cravatta, come cercavo pazientemente di farvi capire.

Sono felice perché avevo un problema, poco tempo fa, che mi sembrava enorme. E mi sembrava enorme specialmente perché minacciava di investire anche il mio futuro. Mi faceva malissimo un dente.
Ma adesso ho imparato che con una torcia, uno stuzzicadenti, uno specchio e un bicchierin di grappa, posso fare miracoli. Che io non so perché non abbia fatto il dentista! Così niente: son felice. Sono anche felice perché oramai avevo deciso di rischiare il tutto per tutto e prendere l'Aulin. Ero psicologiamente pronto all'Aulin e adesso invece non serve. Allora quasi quasi, per la paga, al posto dell'Aulin festeggio con un bel caffé. Anche se poi domani mattina mi devo alzare alle 5.30 e anche se stanotte sono andato a letto alle 3.20 e stamattina issato alle 7.30. Perché stavo allenando la Cremonese a Scudetto, per via che hanno la maglia rossa e grigia bruttissima e mi fanno pena, e poi è entrata mia mamma a intimarmi di andare a letto al grido di "son pur sempre tua madre". E mi guardava come si guarda il tecnico della Cremonese, ossia uno che gli manca qualche venerdì e poi temeva anche che questa mattina non mi sarei alzato in tempo per essere in tempo ad essermi alzato ad un orario decente. E invece io che mi sono alzato alle 7.30 l'ho fregata e così impara. E quando le capiterà di nuovo di vedere un tecnico di una Cremonese, poverina, con tutta la maglia rossa e grigia che fa pena, beh, io credo che saprà portare rispetto.

Annunci