Certo che devono essere proprio bravi gli antennisti. E anche i loro strumenti, cavoli, devono essere proprio sofisticati. Perché si fa presto a dire, ma cambiando di qualche millimetro l'orientamento sopra il tetto, l'orientamento "terrestre", con lo spazio e tutto quel che c'è in mezzo, chissà poi di quanto si sposta il punto a cui l'antenna guarda. Chissà quanti chilometri più in là, più in alto, cosa si trova. E invece no: vedi le immagini belle nitide e tifi e gioisci e ti pare che quasi tutto avvenga naturalmente. Mistero della fede, direbbe qualcuno.
E allora niente, pensavo anche a noi, piccole antenne umane. Che ti metti lì una sera che sei un po' giù per via delle varie difficoltà di vario genere e non si sa bene come vieni a conoscenza che c'è da qualche parte un master nel turismo. Te col turismo c'entri più o meno come il formaggio grana sopra i piatti a base di pesce, ma un po' che ti piace proprio per questo, perché non ci c'entri molto, e un po' che ti si dice pure che magari ti aiutano con un voucher e allora boh, ci provi. Prima ti informi su cosa devi fare per chiedere quel voucher. Poi vai ad iscriverti all'ufficio di collocamento per avere la condizione di disoccupazione, che in Italia certe cose se non le metti nero su bianco non contano mica. E poi consulti e scartabelli, compili e invii e aspetti. Fai la selezione e tutto quanto, che tanto tentare non costa nulla e anche De Gregori ti domanda ma chi l'ha detto che non si deve provare a provare?. Poi tutto in qualche modo si incastra, come se la traiettoria disegnata dall'antennista fosse proprio quella giusta. E ti ritrovi quattro mesi dopo una sera a dirti che sei cambiato. Che non solo tutto attorno a te è cambiato, ma anche la conoscenza delle persone che hai incontrato ti ha cambiato. Che apprendere cose che non sapevi ti ha cambiato. Che l'esserti messo lì a cercare di capire, a sforzarti, a portare pazienza, ti ha cambiato. E quasi ti emozioni pensando alle traiettorie, alle antenne e agli antennisti.
Poi senti un discorso di Steve Jobs in cui dice che i puntini li puoi collegare solo all'indietro e non in avanti, che quello che capita lo capisci dopo, quando è capitato, e mica prima. E pensi che allora forse vuol dire che tutto è in divenire e che il nostro potere è più o meno infinito, finché dura.
Ci sarebbe da abituarsi, prima o poi, a prendere, patire, partire e fare e brigare. Tutto in maniera un po' meno inquieta, impaurita e via discorrendo. Però va anche bene così: vaglielo dire te all'antenna che male che vada bastano pochi millimetri di correzione.

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