La natura ci ha fatti caparbi. E’ più o meno un dato di fatto. Ha messo in vita mille milioni di miliardi di esserini, nella storia del mondo, e tutti accomunati dal loro essere tremendamente cazzuti.
Ovviamente c’è anche un motivo, o perlomeno un indizio di motivo: alla natura, con ogni probabilità, è sempre piaciuto che gli esserini a loro volta si potessero riprodurre e potessero continuare ad esistere senza che lei dovesse poi sbattersi più di tanto. Senza che ogni tanto, periodicamente, dovesse ancora scendere in campo, un po’ unta dal signore o chi per lui, e rifare daccapo qualche milione di esserini un po’ distratti.
Così vedi tutti quanti, colibrì e scimpanzé, rinoceronti e lucertole, cavallette e porcospini, cinghiali e conigli, api e ornitorinchi, giaguari e puledri darsi da fare. Ma più che altro li vedi soffrire. E dare di gran colpi di coda, quando lo fanno. Non ne ho mai visto morire uno tutto fermo e tutto tranquillo.
Ci sono degli umani che prima di lasciarsi morire e vedere morire tutto quello che gli può morire, si mettono a caccia di soldi attraverso tutte le attività varie ed eventuali, legali e specialmente illegali. E’ il loro colpo di coda. Poi, se si sono dimenati abbastanza, possono dare tutta la loro speranza in mano ad altri esseri umani pieni di code che battono, e anche se non sanno nuotare, si mettono su un gommone e vanno alla ricerca di qualcosa da pigliare. Là piglieranno insulti, lavori degradanti, condizioni ostili ed un sacco di colpi di coda. Ma sempre prevarrà quell’antico moto di sopravvivenza che fa ritenere ad un essere umano di provarle tutte, prima di diventare storia.

Anche io nel mio piccolo non so nuotare e anche io nel mio piccolo mi sento un pesce issato sulla rete del mondo.

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