Che una volta si zappava la terra e si faticava di più e c’era la povertà e non era mica tanto bello. Che tenevi il maiale nel sottoscala e te vivevi al primo piano, giusto sopra le mucche e le altre bestie, che erano brave perché ti davano il latte, le uova, ti concimavano i campi e facevano la cacca calda che vaporava tra le assi del soffitto e arrivava anche in cucina a tenerti bel caldo.
Che in quei tempi lì il medico condotto che arrivava a cavallo ad attaccarti le sanguisuga per curarti i mali e il parroco dal breviario sempre in mano erano le più alte cariche culturali che l’umanità tutta avesse mai prodotto.
Dovette passare considerevole tempo perché qualcuno iniziasse dapprima a diplomarsi, altro considerevole tempo perché qualche diplomato evidentemente instancabile e temerario decidesse poi anche di proseguire e di laurearsi in qualsivoglia disciplina.
Vivevano bene gli zappatori; finché vivevano, in qualche modo vivevano anche i maiali e i conigli. Vivevano ancora meglio i diplomati e i geometri, che quasi pareggiavano in blasone il parroco del breviario e il condotto delle sanguisuga. Vivevano meglio, del loro specifico lavoro, e felici si abbandonavano ai piaceri carnali e creavano una lunga stirpe di dentisti, notai, medici legali e illegali, altri geometri, ingegneri e tutto quanto.
Era, quello lì, un mondo ancora privo di bolle. Non c’erano quelle dei detersivi, a bucare i mari, non c’erano quelle degli spray, a bucare i cieli e non c’erano quelle del mondo, a bucare gli uomini.
Più precisamente, tralasciando amabile prosopopea, i decisori avevano poche bolle possibili dove andare a prendere il terreno per soverchiare e tiranneggiare i "decisati" (coloro i quali subiscono i processo della decisione dell’alto). Per esempio, come abbiamo visto, te facevi il seminario e poi eri prete; ti laureavi in medicina e poi facevi il medico; ti diplomavi da geometra e poi facevi i figli. E così via.
Adesso ti puoi diplomare in quel che vuoi che poi comunque devi laurearti in qualcosa e poi sperare che qualcuno ti dia due euro di mancia. Questa è una bolla. E’ una bolla nel terreno della formazione. Bolla che ovviamente i decisori han deciso fosse opportuna per inventare tutto quell’apparato di formatori, di ex guru, di testimonianze. Per inventare il carrozzone di quella formazione speciale, non ben meglio precisata, che sostituisce tutte quelle cosine pubbliche che appositamente funzionano male perché possa rendersi necessario qualcosa a pagamento che invece ti promette di funzionare.
E te sei lì, col pensiero al maiale e ai conigli e allo zappatore e al medico condotto che ti domandi come mai la totalità degli uomini abbia permesso al mondo, un giorno, di iniziare a fare le bollicine. Perché non è stato tutto tenuto via via sotto controllo?
Adesso la Mariastella, povera stella, può benissimo dire che è tutta colpa di quelli che c’erano prima. E quelli che verranno dopo, guarda un po’ che originalità, diranno che cosa? Che è colpa di quelli che sono venuti prima, che noi non abbiamo mica la bacchetta magica.
E’ tutto un mondo senza bacchette magiche e con tante bolle.

E in mezzo a tutto questo, ve lo giuro, tra le bolle di questo grande groviera, c’è un omino imbacuccato con una borsina col panino che alle 6 del sabato mattina – quando è da un po’ che in Italia al sabato mattina non si lavora – è li che lo vedi pedalare tutto veloce, tra il freddo che pioviggina e le bolle del mondo che sanguinano. Lo vedi pedalare che non c’è un secondo da perdere.
E allora ti dici che forse si possono fare i figli anche se non esistono più i geometri di un tempo e le sanguisuga e i breviari. Allora ti dici che magari puoi avere del coraggio lo stesso e tanta dignità.

E’ a quell’omino lì e a quella pioggerellina sanguinosa che oggi va il mio pensiero.

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