Cumuli e cumuli di neve che non si direbbe sia possibile viverci. E com’è che io allora ci stavo così bene? Che cosa è successo, poi? Perché qualcosa dev’essere successo per forza!
Il Generale Inverno sconfisse anche Napoleone, ma questi sono nemici ostinati e beffardi. Guarda bene, con la neve è facile: nessuna impronta di cavallo. Ascolta anche di là, oltre quei monti. L’aria è tersa e gelida e non dice umani. Eppure sento che sono qui, sono arrivati, chissà come chissà dove, e lo hanno fatto per me.
Alle feritoie amici fidati: Bonomia, Semplicità, Filosofia, Ambientalismo, Adattamento, Buoneletture, Parsimonia. Dove sono? Dove sono adesso che li chiamo più forte? 075Com’era bello quando qui alla Fortezza Bastiani pareva che non arrivasse l’età e non arrivassero le città e non arrivasse il futuro e non arrivassero la frutta e la verdura con improbabili nomi buoni per giocarci ad inventare storie! E’ arrivato tutto, invece. Quando qualcosa arriva, qualcos’altro parte. Lo avevano detto fin dal principio che sarebbe stato così, che non serve nascondersi in un posto così ben nascosto come la Fortezza, per essere risparmiati. E adesso sono solo, in mezzo alla moltitudine. Solo, dentro la bufera di un assedio invisibile. A niente vale sapere che altri eroi sono caduti in piedi molto prima di me. Che molto prima di me altre Fortezze, anche più robuste della Bastiani, sono state espugnate senza armi e cavalli e motivi.
Quando qualcuno c’è dentro, vede il suo. E sente il suo. E chiama gli amici di sempre, uccisi appena un attimo prima.
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