rino Non so di preciso perché, ma mi è venuta in mente una canzone: tu, forse non essenzialmente tu, di Rino Gaetano.
Si farebbe anche presto a dire che certi versi sono criptici. Mi sono immaginato di farla io, quella stessa canzone. E mi sono immaginato in uno studio-salotto coi critici e gli esegeti che mi chiedono come mai abbia inteso fare una canzone così strampalata, senza il minimo nesso con la realtà. Una canzone, per questi motivi, che potrebbe fare chiunque. Allora rintracciando una risposta che io darei, ho così inseguito una risposta che io mi do.

avrei bisogno sempre di un passaggio,
ma conosco le coincidenze del 60 notturno:
lo prendo sempre per venire da te.

Nella società individualistica di oggi, ciascuno dovrebbe avere l’imperativo sociale di essere indipendente. Dunque il protagonista, il cantore, è un disadattato: non ha l’indipendenza contingente ed efficace, magari non ha nemmeno la patente, o non sa guidare bene la macchina (avrei bisogno sempre di un passaggio); non ha addirittura – quel che è peggio – l’indipendenza del cuore: necessita sì del passaggio, ma ancora di più della sua persona, dacché è abituato ormai "a venire sempre da te". E’ un uomo che non sta sù da solo, il più dipendente tra i dipendenti. Un uomo fuori dal tempo del mondo.

Per altro non finisce qui. Anzi:

e vado dal Barone ma non gioco a dama,
bevo birra chiara in lattina

Evidentemente col Barone si era d’accordo di giocare a dama, vista la congiunzione avversativa "ma". L’aspettativa era quella di giocare a dama, ma non lo si è fatto. Come mai? Probabilmente una volta arrivati dal Barone, il tempo si è "perso" parlando del più e del meno. Conversando tra persone umane, esserini tutto sommato viventi. Si era d’accordo di giocare a dama, ma tanto era il bisogno di conversare e stare insieme, che non lo si è fatto. La lattina della birra chiara è il modello, il simbolo, della società della produzione industriale. Mille milioni di lattine, tutte uguali tra loro, per altri mille milioni di persone omologate. Nel paradigma moderno dell’online, dei contatti moltiplicati a piacere, dei tutti amici di Facebook, si va dal Barone – qualifica che lo rende così distante da noi, così inaccessibile – e ancorché avessimo il proposito di giocare a dama, non lo abbiamo fatto. Abbiamo preferito stare insieme a parlare.

Dunque il testamento della canzone ci parla di un individuo che dovrebbe essere individuo ma non ci riesce: dipende da tutti. Una persona che ha bisogno di tutto, e ancora di più delle altre persone. Una persona che nel paradigma del fai da te e degli amici in lattina, ha praticamente perso. Una persona che è proprio perdendo che si lascia terribilmente amare da noi.

Probabilmente sono solo alcune interpretazioni che si possono fornire, ma la possibilità stessa di elucubrare è secondo me il tesoro di pezzi artistici come questo.

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