La domanda è: è solo un problema dei "valori" degli interpreti contingenti, o c’è un problema ben più intrinseco e per questo insondabile? Io credo che il problema non siano Camillo, Piera, Evandro, Roberta, Carlo o Adalgisa. Il problema è che le persone umane quando si vogliono dire le cose si parlano. E quando si sono parlate non sanno mai quello che si sono dette.
Magari io ti dico "amico, tu per me sei una persona tanto cara. Ti stimo molto e vorrei davvero che non perdessimo mai le nostre tracce". Ma te che cosa capisci? Finché il discorso resta su questo canovaccio, ancora ancora! Si rischia di confondersi ma di creare uno scarto poco "doloroso" dalla realtà delle cose.
Ma quando la posta in palio si alza di appena un po’? Cosa succede, allora?

Intendo dire: se Camillo, un giorno che c’è il sole e tutto va bene e ha mangiato la pasta al forno ed è felice. Se questo giorno qui che sto dicendo, che magari son solo due mesi che sta con Piera. Se Camillo questo giorno qui si sente così bene che in un vuoto di felicità chiama a sé la sua bella Piera e le dice "io e te tre metri sopra il cielo. Per sempre, ci ameremo per sempre"?

Avete capito!?!?!?!

E’ questo qui, il punto. Il punto è che si parla tra due esserini umani diversi, ma quello che dice uno, e il perché lo dica, per l’altro restano un mistero.

Così la nostra Piera tutta contenta da quel giorno continua a pensare al suo bel Camillo e pensa che quando si sposeranno andranno a stare in quella casetta vicina al porto, sì, quella là che vedeva sempre quando la domenica andava a prendere la focaccia col suo papà. Che magari lei i primi tempi darà qualche lezione di matematica, per arrotondare. Che passati i primi due o tre anni, magari potranno pensare a dei figli, lei e il suo bel e amatissimo Camillo. Insomma: la nostra Piera commette l’imprudenza di sentirsi felice. Felice non autorizzata, scoprirà poi.
E sì: perché la sua felicità non è esistente: è una proiezione. Proiezione di qualcosa che verrà. Lei non è felice per la situazione attuale, ma felice perché pregusta quella che verrà. E perché la pregusta, di grazia? Perché Camillo quel giorno avendo mangiato la pasta al forno ed essendo particolarmente contento per la bella giornata di sole, malgrado siano solo due mesi che sta con la povera Piera, si è sentito autorizzato ad uno slancio di euforia, dicendo alla Piera che la ama, che meglio di lei non potrebbe esserci nessun’altra, che lei lo rende felice e che lui spera di renderla altrettanto felice per sempre. Di nuovo: avete capito? Si parla a cazzo, senza tenere in conto quello che le parole di un essere umano sogliono produrre sull’essere umano ricevente.

Poi un giorno che piove e fa brutto, un giorno che Camillo non ha preso il caffé che ha dovuto fare tutto di corsa e c’ha le balle girate, un giorno che ci sono preoccupazioni sul lavoro, gli si avvicina la Piera e gli chiede "cos’hai? Come mai non parli?" e lui magari dice "ma no, no, ma niente..cosa vuoi mai? Lasciami stare, sù!". Ed è così che la povera Piera ci muore un po’. Va in cucina e si domanda "ma sarà poi vero che mi ama così tanto? Non avrebbe dovuto forse confidarsi con la persona che ama? Allora non è vero che andremo a stare in quella casa vicina al posto dove andavo a prendere la focaccia col papà?".
Poi un altro giorno Camillo le dice che no, la storia non può funzionare, lui non è più contento, adesso ha conosciuto Fabrizia e via discorrendo. Piera obietta che hanno passato insieme tante belle giornate, che anche Camillo sembrava felice, che anche a lui luccicavano gli occhi, che tutto andava bene. E qui avviene il miracolo: Camillo non c’è più. E’ un’altra persona. E’ diverso: Piera rabbrividisce per quelle risposte. Dice di no, che non è vero, che lui non ha mai promesso niente, che non l’ha mai amata, che è lei che ha capito male, che è una scema, una persona leggera, che non capisce le cose serie da quelle sceme. Che comunque uno lo trova lo stesso, di non piangere.

Tutti i problemi tra le persone umane nascono da errori di comunicazione. E anche perché gli esseri umani si parlano solo se considerano in qualche modo "utile" farlo.

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