Lacrime lacrime non ce n’è mai abbastanza quando vien su la scoglionatura, inutile dire cuore mio spaccati a mezzo come un uovo e manda via il vischioso male, quando ti prende lei la bestia non c’è da fare proprio nulla solo stare ad aspettare un giorno appresso all’altro. E quando viene comincia ad attaccarti la bassa pancia, quindi sale su allo stomaco e lo agita in tremolio di frullatore e dopo diventa ansia che è come un sospiro trattenuto che dice vengo su eppoi non viene mai.
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E l’Angelo, anche ciò mi rammento e ve lo passo, questa scoglionatura che dà sul neuroduro la chiama Scoramenti, al plurale perché quando arriva non vien mai in solitudine. Si porta appresso nevralgie d’ossa, brufoletti sulle labbra o nel fondoschiena ma poi i più gravi mali, quelli della vocina: qual è il tuo posto nel Gran Trojajo? cheffarai? eppoi ancora quelli più deleteri, i mali del non so giammai né perché venni al mondo nè cosa sia il mondo né cosa io stesso mi sia e quando son proprio gravi persino il non so quale sia il mio sesso né il corpo né la cacca mia, cioè i distubri dubitativi della decadenza.
E contagia. Ostia se contagia. Casa mia divenuta tante volte ospedaletto, sul mio lettuccio Chiara che guardava l’aquilone del soffitto e ruttava invece che parlare. Ma io capito quei rutti e tradotto per voi "non ho caromio nessun progetto di me, menchemeno realizzazione libidica o razionale, ruth".
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Aaaghhh! il mio odore! Chi m’ha rubato l’odore? Non lo sento mica più, aiuto aiuto ai ladri ai rapinatori, ahimè son tornati i correggesi, a rubarmi il mio odore?
Odore, odorino mio di Mar del Nord, di libertà e gioventù, evvieni ancora nella mia pancia, eddai non far così, vieni, sniff e sniff odorino mio ci stai ancora? Dimmi che ci sei!
Me ne giro col naso all’aria nella piazza di sosta Adige e cerco il buon odorino che se non lo trovo al più presto m’infogno in questa puzza d’italietta e muoio, cioè perdo la rotta e allora che diverrà mai di me perduto con i porci scoramenti addosso? Dopo che giro per un po’ in questo stato il mio amico dice sono ubriaco io che non posso mica girare così col naso all’aria e fare sniffe e sniffe come ci piovesse polverina.
Ah, stupido che sei nuovo amico mio, se l’avessi sentito il mio odore, se te lo fossi tenuto dentro una notte intera che salti che faresti a ritrovarlo. Gli correresti dietro come me, anche coi piedi e basta, odorino mio salta fuori.

Pier Vittorio Tondelli, Altri libertini

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