Terry_small Di preciso non so se fosse il 18 o il 25 settembre, comunque poco più di un anno fa ho sostenuto il mio ultimo esame universitario (ad averci ancora il libretto, si potrebbe pure controllare. Ma nella vita ci sono degli addii, facciamocene una ragione! Quando si dice adieu librett). Si parlava col mio cane del periodo pre-laurea che poi magicamente è sfociato in quello post-laurea e lui m’ha detto ah sì? davvero? Mica se ne era accorto, lui. È un anno che sono a casa e che lo scorrazzo (soli e raminghi i più deserti campi andiam misurando con passi tardi e lenti) e a lui sta bene così. M’ha detto che se fosse appena per lui, potrei pure ciucciarmi il calzino coi miei desiri di trovare un posto nel mondo. A lui sta bene che io non sia da altre parti e che gli riconsegni quotidianamente una goccia di libertà. Gl’ho detto che non sta mica bene di dirmelo proprio così, senza peli sulla lingua, lui che ce li ha dappertutto ma lì no. Che dovrebbe manifestare quantomeno un’espressione corrucciata, di finta partecipazione timica.
Poi per rivalermi gli ho detto che se mi fa girare i cinque minuti, è un attimo che lo lascio a casa, che è lui è un cane e un cane soltanto e che come tutti i cani è esposto all’arbitrio dei padroni.
Allora si è messo a ridere, mi ha chiamato dottore e mi ha fatto una pisciatina sulle scarpe e mi ha domandato "e voi, voi che invece siete degli uomini. Non siete mica esposti all’arbitrio dei padroni? Se vi vedeste quando domandate clemenza.."
Non c’è niente da fare: certe volte, anche a un cane, non ci tieni mica testa.
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