Il suo sonnecchiare si fece più leggero quando udì un uomo e una donna che parlavano in tedesco, in un tono di commiserazione. Stavano dolendosi liricamente con qualcuno. A Billy, prima che aprisse gli occhi, parve che quello avrebbe potuto essere il tono usato dagli amici di Gesù mentre tiravano giù il corpo devastato dalla croce. Così va la vita.

Billy aprì gli occhi. Un uomo di mezza età e sua moglie stavano parlando sommessamente ai cavalli. Avevano notato quel che era sfuggito agli americani: che le bocche dei cavalli, ferite dai morsi, sanguinavano, che gli zoccoli erano rotti, cosicché ogni passo doveva essere un tormento, e che i cavalli erano mezzi morti di sete. Gli americani avevano trattato il loro mezzo di locomozione come se non fosse più sensibile di una Chevrolet a sei cilindri.

I due si mossero lungo il lato del carro, verso Billy, che guardarono con un’aria di condiscendente rimprovero; verso Billy Pilgrim, che era così lungo e fiacco, così ridicolo nella sua toga azzurra e colle sue scarpe argentate. Non avevano paura di lui. Non avevano paura di nulla. Erano medici: ostetrici tutti e due. Avevano fatto nascere bambini finché gli ospedali non erano stati tutti distrutti; ora stavano facendo un pic nic vicino a dove era stata la loro casa.

La donna era d’una bellezza morbida, con una pelle trasparente a furia di mangiar patate. L’uomo aveva su un vestito da tutti i giorni, cravatta e tutto quanto. Le patate l’avevano reso scarno. Era alto come Billy, e portava degli occhiali a lenti trifocali con la bordatura di ferro. Questi due coniugi, sempre tanto occupati con i bambini, non avevano mai avuto a loro volta bambini, pur potendo averne. E questo fatto poteva essere di per se stesso, un commento interessante sull’intera questione della riproduzione.

Fra tutti e due conoscevano nove lingue. Tentarono di parlare a Billy Pilgrim in polacco, dato che era vestito in modo così tanto clownesco e che i poveri polacchi erano gli involontari buffoni della seconda guerra mondiale.

Billy chiese loro in inglese cosa volessero, e loro lo rimproverarono subito, in inglese, a proposito dei cavalli. Fecero uscire Billy dal carro e gli fecero dare un’occhiata agli animali. Quando Billy vide in che stato erano i loro mezzi di locomozione, scoppiò in lacrime. Non aveva mai pianto per nient’altro, durante la guerra.

In seguito, quand’era ormai un ottico di mezza età, a volte avrebbe pianto, quietamente e per conto suo, ma mai più così rumorosamente.

[…]

La storia finiva così: Billy e i due medici avevano staccato i cavalli, ma i cavalli non andavano da nessuna parte. Avevano troppo male ai piedi. E poi arrivarono i russi su delle motociclette e arrestarono tutti meno i cavalli.

Due giorni dopo Billy fu consegnato agli americani, che lo mandarono a casa a bordo di una nave da carico molto lenta, la Lucretia A. Mott. Lucretia A. Mott era una famosa suffragetta americana. Era morta. Così va la vita.

(Kurt Vonnegut, Mattatoio n.5)

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