L’amicizia potrebbe essere anche un modo per vivere di più, oltre che tutto il resto. Non voglio in questa sede rinverdire tutto quanto si è detto circa l’amicizia, anche perché di natura sono piuttosto orso e non mi sento il miglior conoscitore di questo sentimento.
Mi interessa di più sostenere che avere amici è anche un modo piacevole, costruttivo e fantasticamente utile per conoscere più cose, od averne perlomeno il sentore, senza tutta la fatica che in genere per sapere le cose occorre fare.
Si fa fatica, è vero, anche per eleggere una persona di nostra conoscenza a "persona fidata", ossia a ritenere il suo parere un parere autorevole. Ma quando avremo cinque o sei persone sulla Terra delle quali fidarci ciecamente, allora potremo goderne anche i meravigliosi frutti.

Scendo meglio nel merito. Pare una cazzata ma non è così. Un giorno il mio amico Enrico mi parlò di Ratatouille, quel film Disney del topo cuoco. A me non capitò di andarlo a vedere al cinema, sicché stasera, con la proiezione su Sky, mi si offriva la prima occasione. Io, forte del parere di Enrico, sono stato pronto, senza saperlo di preciso, a dire ai miei familiari "vedrete che è un gran bel film, niente scherzi!". Lì per lì quando ho detto di che si sarebbe trattato, hanno ovviamente sorriso. E vagli a spiegare che è una metafora! Tra l’altro una metafora di insolita profondità.
Alla fine, oltre al mio ammiratissimo piacere di fronte a quel capolavoro, mi sono pure preso tutti i complimenti. E mio padre si è fermato senza lasciare la poltrona appena dopo le nove, come fa di solito. A nessuno è mai passato per la mente di muovere un piede o di fare un commento. L’emozione si toccava, era davvero presente.

Praticamente ho aumentato la mia credibilità familiare semplicemente facendo mio il parere di Enrico. In maniera del tutto aprioristica? No, sapevo chi fosse Enrico, conoscevo il suo modo di sentire. Non era più solo il parere di Enrico: era diventato il parere d’un amico.

Annunci