La cosa bella degli insiemi è che ci puoi fare i sottoinsiemi. Non è che tutte le nostre giornate siano uguali uguali. C’è quella che ci viene meglio e quella che alzarsi dal letto è stata la cosa peggiore che potessimo fare. Come non sono uguali i whisky, i gatti, le ali destre, le altalene, le scarpe, le macchine, le ragazze, eccetera.
Non lo so com’è sta cosa del sottoinsieme, sta di fatto che ci son proprio portato. E tanto meno contengono roba, quei sottoinsiemi, tanto più sono piccolini, insomma, e tanto più mi ci piacciono! Sarà una specie di empatia da sfigati, chi lo sa? Tipo che quando c’è Francia-Senegal, te ovviamente tifi per il Senegal. Sì, credo che sia un po’ una cosa così.

Un’altra cosa bella degli insiemi è che li puoi fare con tutto. Io per esempio delle volte li faccio con i libri; e poi all’interno di ogni libro, il sottoinsieme delle pagine bellissime, di quelle belle, di quelle così così o di quelle che addirittura talvolta avrebbero fatto meglio a non esserci. Avevo lasciato un po’ lì a decantare Oceano Mare di Baricco. Stamattina quando l’ho ritrovato, ho scoperto che era tutto fatto di insiemoni insiemini e sottoinsiemi. E non era mica facile, perché è un libro di poche pagine e di tante pagine belle (libri concentrati e latti condensati: li accomuna che sono buonissimi (non è numerabile? E che si fotta!)) Allora vi riporto una di quelle che ho trovato stare in un sottoinsiemino di un sottoinsieminissimo. È fin superfluo dire che riguarda il professor Ismael A. Ismael Bartleboom:

Morì che era mattina. Chiuse gli occhi e non li riaprì più. Semplice.
Io non so. C’è gente che muore e, con tutto il rispetto, non ci si perde niente. Ma lui era uno di quelli che quando non ci sono più lo senti. Come se il mondo intero diventasse, da un giorno all’altro, un po’ più pesante. Capace che questo pianeta, e tutto quanto, resta a galla nell’aria solo perché ci sono tanti Bartleboom, in giro, che ci pensano loro a tenerlo su. Con quella loro leggerezza. Senza aver la faccia da eroi, ma intanto tengono su la baracca. Sono fatti così. Bartleboom, lui, era fatto così. Per dire: era uno capace di prenderti sottobraccio, un giorno qualsiasi, per strada, e dirti in gran segreto
– Io una volta ho visto gli angeli. Stavano sulla riva del mare.
Con tutto che lui non ci credeva, in Dio, era uno scienziato, e per le cose di chiesa non aveva una grande predisposizione, se capite cosa voglio dire. Ma aveva visto gli angeli. E te lo diceva. Ti prendeva sottobraccio, un giorno qualsiasi, per strada e con la meraviglia negli occhi, te lo diceva.
– Io una volta ho visto gli angeli.
Si può non voler bene a uno così?

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