Stasera ho deciso di non prendere nessun liquore, ché poi la panza s’avanza. Allora cercavo un po’ di analogo stupore, un po’ di corruzione della mente. Ma una corruzione buona.
Sono andato a vedere il mio monte. Ovviamente non sopra, che da sopra mica lo vedi, il monte. Sono andato a vedere il monte da dove si vede il monte, insomma. E mi sentivo Peter Camenzind. E mi domandavo se mai fosse esistito un mondo, al di là di quello.
Poi un po’ un venticello che avrebbe reso sexy anche le tre del pomeriggio; un po’ il rosa del cielo là in fondo; e m’è venuto da dire "amore mio, cosa darei perché tu vedessi coi miei occhi tutta questa meraviglia". E visto che non esiste nessun amore mio, allora mi sono sentito il professor Bartleboom.

Ho capito che i libri – a volerlo – potrebbero anche essere una specie di religione, una specie di amore.


No?

Ovviamente è un laicismo di sto cazzo, perché uno mica se lo sceglie, però è pur sempre qualcosa anche questo.

(Già che ci sono ne approfitto per esprimere tutta la mia invidia a tutte le persone innamorate del mondo. E se mi è permesso, anche a tutte quelle che hanno una qualsiasi fede)

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