Non sono mai stato tanto attaccato alla figura dei giovani come in questo momento. Sarà perché ci son dentro? Non credo. Non credo proprio. I giovani stanno vivendo un momento storico davvero particolare. Come se dovessero espiare la colpa di non aver avuto anche loro una guerra. Eh, ma te non l’hai mica fatta la guerra, si dice sempre. Ma come non l’abbiamo mica fatta, scusa? Ma voi vecchiettini, alla nostra età,  non volevate forse andare a far l’amore dietro ai pagliai? Non vi chiudevate nei fienili per tre giorni dopo la sbornia? Non vi vestivate di nuovo la domenica, ad aspettare quelle che uscivano da messa? E allora che ci veniamo a raccontare? Credete che per il solo fatto che siamo giovani, siamo per forza stupidi? I desideri, i sogni, sono dell’uomo, non vostri o nostri! Sono trasversali alle generazioni. Cambiamo facce, ma vogliamo sempre la stessa cosa: essere felici. E vi pare che oggi ad essere giovani sia facile essere felici!?
La guerra fa paura. Fa paura perché uccide e perché ti impedisce di essere felice. Attraverso molteplici forme, non ultima quella del terrore psicologico, ti toglie ogni speranza di felicità. Ma allora, per quello che ho appena detto, è necessario vedere dei mitra, delle granate, dei ponti all’aria, per dire che c’è la guerra? La guerra c’è tutte le volte che alle persone è proibito essere felici.

E siamo ancora così sicuri che noi giovani non si sia fatta la guerra?

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