Avete presente le sorprese?
Tipo quando ti regalano una cosa e mica te l’aspettavi! Oppure quando sei piccolino e ti dicono che ti porteranno allo stadio. Quando pensavi di essere stato bocciato e invece.."idoneo". O quando non avresti mai e poi mai immaginato che anche lei ti ricambiasse. Lo stupore di un anziano davanti al monitor di un computer, quando magari il figlio gl’ha messo l’immagine in bianco e nero di mamma come sfondo del desktop. Sù, insomma, non è difficile! Le sorprese!
Avete presente le sorprese?
Il bello di una sorpresa, secondo me, è che è una sorpresa. Ossia che non puoi mai sapere quand’è che la vivrai, quand’è che dovrai esserci in qualche modo "pronto". La tensione alle sorprese, il credere che un giorno potremo averne una grande, dovrebbe quantomeno farci guardare le piante con un poco di sospetto. Potrebbe essere sempre troppo presto per impiccarci. E’ vero: avete ragione: certi rami in effetti sono proprio invitanti. Ma ho motivo di credere che valga la pena aspettare un poco.
L’altro ieri avrei depositato a favore dei rami di pero; da poco tempo invece mi sono convinto che il fatto che la vita sia continua e non discreta, porti con sé tutta una serie di doverose riflessioni, che necessariamente allontanano la carogna.
Probabilmente, mi son detto, per essere vivo tra sei anni e ventidue giorni, quando sarà pronta la mia sorpresa, è bene che io mi mantenga vivo per tutto oggi più per tutto domani più per tutto dopo domani eccetera eccetera fino ad arrivare a quella benedetta sorpresa.
Come dite? Come si farà a riconoscerla? Beh, dipende: le sorprese hanno sempre dei nomi diversi.
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