Si fa presto a dire "farsi i regali". Mi pare che più o meno le cose stiano in questi termini: io faccio un regalo a te e spendo per questa cosa una cifra, chiamiamola simbolicamente "20X". Te poi ti senti un po’ di merda se non me lo fai e cerchi di valutare un po’ la cosa che ti ho appioppato e ti domandi "ma quanto cazzo avrà speso?" e ti rispondi magari "25X". Così qualche giorno dopo in forma del tutto naturale e spontanea mi porti il regalo dei 25X. Le cose funzionano in modo del tutto analogo – per farla breve – con Carlo e Ludmilla, Francesca e Pierantonio, Giorgio e Raffaele. Alla fine ogni persona invischiata nel vortice dei regali del santo Natale avrà più o meno raggiunto un pareggio di bilancio tra le spese fatte per i regali e il valore in "X" della somma dei regali ricevuti.
Ovviamente quasi nessuno è contento, per motivi molteplici: un po’ perché ciascuno ha speso una cifra considerevole. Un po’ perché ciascuno ritiene che i suoi regali fossero di gran lunga più belli di quelli che ha ricevuto. E un po’ perché dei regali che ha ricevuto non sa che cosa cappero farsene (salvo ovviamente qualche eccezione, altrimenti che regola sarebbe!?).
Detto questo a me sono balenate due ideone per la mente: la prima, la più comoda, sarebbe di non farsi più un cazzo di regalo. Al limite sopprimere pure gli auguri che onestamente non si spiegano. Ma facciamo che la cosa dei regali, per qualche motivo astruso, voglia restare. Bene. Allora, dico io, ci becchiamo tutti un giorno in piazza e ci scambiamo le nostre banconote. Io dò a te 20 euro, ma se vogliamo fare i signori anche 100 (cazzocene?), e te dai a me 20 euro (o 100, a seconda). Ma mica quelli che ti dò io, eh, che non sta mica bene? No, no, mi dai 20 euro tuoi, proprio tuoi tuoi tuoi tuoi. Stessa cosa avviene tra Faustina e Piermarco e tra Sigfredo e Johnjohnny. Alla fine, se tutti fanno i bravi, ciascuno non c’avrà né perso né guadagnato un emerito cazzo. Però tutti quanti avremmo la soddisfazione – certamente impareggiabile – di aver fatto, e ovviamente ricevuto, una valanga di regali. A quel punto potremo dirci benvoluti da tutti e generosi d’animo e la festa ci riseveglierà quel sano tepore del cuore.

Oggi in piazza c’avevo una valigia di contanti, ma non ho trovato nessuno. Indi per cui per quest’anno, mancandomi l’umano seguito, ho optato per la prima idea. Ed oggi incomincio la mia rivolta silenziosa.

Comechessìa, buon qualcosa a tutti voi!!

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