Ho pensato agli uomini del passato, a quelli del presente, e a quelli del futuro. Ho pensato a certi discorsi che ho fatto; mi sono detto che se non fosse stato un imperativo per gli uomini del passato quello di fare gli uomini del futuro, oggi noi non ci saremmo. Siamo quindi debitori verso di loro ANCHE per questo. Dico anche perché non solo ci mettono al mondo, ma poi cercano per come possono di farci restare e di metterci nelle condizioni perché la nostra permanenza sulla terra sia fruttuosa. Credo che quasi mai nella storia del genere umano un figlio abbia potuto e saputo ricambiare completamente i favori che gli hanno fatto i suoi genitori.  Credo che non si debba pensare di sdebitarsi verso l’alto, ossia verso i genitori, anche perché loro diventerebbero anziani e non saprebbero più che farsene dei soldi ormai spesi. Forse il debito che si contrae con la generazione precedente, deve essere evaso con la generazione successiva. I soldi che i tuoi hanno speso per te, te li devi spendere per i tuoi figli, che ti ricambieranno il favore spendendoli per i loro e così via, finché esisterà la natura. Credo che questo sia un pensiero molto nobile, grandemente umano, da "uomo" maturo, un pensiero che ci colloca nella storia delle genti, che ci affratella a tutte le persone morte e quelle che ancora devono nascere. E specialmente ha la qualità di spiegare cos’è che io penso debba fare quiggiù.
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