«– Vuole dire che più si trova, più si cerca; e che più si cerca, più si trova ?
– Esatto. Certe volte mi sembra che fra la ricerca e la scoperta si sia formata una relazione paragonabile a quella che si stabilisce fra la droga e l’intossicato.
– Molto curioso. E allora tutta la trasformazione moderna del mondo?
– Ne è il risultato; e ne rappresenta, del resto, un altro aspetto … Velocità. Abusi sensoriali. Luci eccessive. Bisogno dell’incoerenza. Mobilità. Gusto del sempre più grande. Automatismo del sempre più “avanzato”, che si manifesta in politica, in arte e nei costumi ».


Paul Valéry – "L’idea fissa o due uomini al mare"
(propostomi dall’amica M.T.)

[…]
Un tale cammina per strada. Ad un tratto, cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, rallenta il passo. Quasi si ferma. Al contrario, un altro tale che vuole dimenticare una pena accelera la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo.
In questa  matematica esistenziale si potrebbe riassumere dunque il pensiero in una semplice equazione, anzi due: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità della dimenticanza.

Ora, considerata la rapidità che contraddistingue le cose del mondo mi verrebbe da dire che l’uomo fugge, più o meno inconsapevolmente. Fuggiamo, sì ma da cosa? E per dove?
Suppongo che siano quesiti irrilevanti, oltre che scarsamente interessanti..

parole e musica della mia amica Martina T.
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