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A me questi romanzi piacevano, ma possibile che piacessero anche a Irene, a Silvia, a loro ch’erano signore e non avevano mai conosciuto la Virgilia né pulito la stalla? Capii che Nuto aveva davvero ragione quando diceva che vivere in un buco o in un palazzo è lo stesso, che il sangue è rosso dappertutto, e tutti vogliono esser ricchi, innamorati, far fortuna. Quelle sere, tornando sotto le gaggíe da casa di Bianchetta, ero contento, fischiavo, non pensavo più nemmeno a saltare sul treno.
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C’erano in cielo delle lunghe strisce di vento, bave bianche, che parevano la colata che si vede di notte nel buio dietro le stelle. Io pensavo che domani sarei stato in viale Corsica e mi accorgevo in quel momento che anche il mare è venato con le righe delle correnti, e che da bambino guardando le nuvole e la strada delle stelle, senza saperlo avevo già cominciato i miei viaggi.

C. Pavese, La luna e i falò
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