Però! Ad esempio io quella cosa dei porcospini di Schopenhauer mica la sapevo. Voi? Voi la sapevate?
Che poi dicono che i libri di letteratura commerciali, di bassa letteratura d’oggi, sian al più buoni per accendere la stufa quando cambia repentinamente il tempo. Mi pare che Un posto nel mondo di Fabio Volo non sia nient’affatto così. Se non altro mi ha detto la cosa dei porcospini. E mi ha anche detto che quella cosa dei porcospini l’aveva "metaforizzata" il buon vecchio Arthur.
I porcospini per cercare di farsi caldo a vicenda provano a stare vicini vicini, ma dopo un po’ vivono un nuovo malanno: le loro spine li pungono. Allora si allontanano un poco ed ecco che risentono il freddo. Vicini, spine, lontani, freddo. Il moto senza pace dei porcospini.
E noi uomini con le nostre abitudini i nostri difetti e le nostre esigenze – suggerisce uno dei protagonisti del libro di Volo – battiamo quel sentiero dei porcospini, tra il troppo vicino, pungente, ed il troppo lontano, ghiacciato.

Forse ci sarebbe solo da non aver troppa paura: accettare le spine e sperare che la pelle ci si abitui. Ma non è mica facile.

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