Ora, premesso che non sono una di quelle persone che si dicono "informate"; premesso che quand’anche fossi informato, sarei informato male; premesso che è sempre molto difficile parlare a priori di cose politiche; vorrei esprimere un solidale pensiero con tutti i ministri del mondo e nella fattispecie con il ministro Gelmini.
Mi pare che essere ministro della Pubblica Istruzione voglia anzitutto significare afferire alla coalizione che ha vinto le ultime elezioni politiche. Così come mi pare che aver vinto le ultime elezioni politiche – e lo dico con tutta la neutralità immaginabile..chiamatemi Svizzera, se vi pare! – significhi aver raccolto il consenso della maggioranza degli aventi diritti al voto (che in quel giorno per i motivi tra i più differenti ha deciso di andare a votare). Potremmo a questo punto parlare a lungo e sono certo con molto gusto dei benefici e dei "malefici" della democrazia. Se l’uomo è una merda e pesa tot, tanti uomini saranno tante merde e peseranno tanti tot, va da sé. Con la democrazia – detta anche il governo dei molti – aumenta il peso di merda che grava sulla gente. Ma a suo tempo si scelse democrazia, per cui a che pro protestare? Bene, detto questo, una volta che abbiamo sostenuto che la democrazia probabilmente non è ancora il governo ideale, dovremmo comunque attenerci a quanto è in essere, non credete?
Mi fanno ridere e al tempo stesso piangere quei sedicenti giovani che in virtù di qualche moda capellona e dal pugno chiuso occupano gli atenei non sapendo bene ancora: cosa ci possa essere in quel decreto; cosa possa trasformare quel decreto; che siamo in una democrazia.
Non è che la Gelmini decida perché non sa cos’altro fare, la Gelmini decide perché la maggioranza degli aventi diritto al voto ha deciso che fosse lei ad occuparsi di queste cose (non è proprio così semplice il sillogismo, ma più o meno ci siamo, con qualche passaggio intermedio). Allora mi chiedo: perché protestare sulla fiducia? Senza sapere un cazzo? Perché impedire alla maggioranza silenziosa di poter condurre la vita "normale"? Perché impedire ai ragazzi che pagano le tasse di frequentare lezione e sostenere esami? Ci sono altre sedi per esprimere il sacrosanto dissenso politico. La più importante è la sede delle elezioni politiche. Se faranno male questi, la prossima volta ne faremo vincere altri. Poi la volta dopo altri ancora, e poi altri ancora. Una volta a ciascuno, un passo avanti e uno indietro e noi resteremo sempre nel mare di merda che abbiamo creato.
Già, ma con calma.

(P.S. alle ultime elezioni politiche non ho votato per questa coalizione. E’ un discorso di principio.)
(P.P.S. per valutare gli esiti di una riforma come quella dell’istruzione, bisognerebbe aspettare quantomeno una generazione, secondo me)

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